Martino Cichocki: Il Parkinson mi ha convertito e la sofferenza è un’opportunità

Martino cichocki

Martino Cichocki è un Ingegnere di Forlì ed ha 71 anni. Si laurea in ingegneria chimica all’università di Bologna nel 1972. Ricopre la carica di Consigliere comunale a Forlì per diversi anni.

Viene nominato Vice Presidente dell’Ital Poste, Consigliere della Pibi-Gas (società dell’Agip).

Attualmente è Presidente del Centro studi Giovanni Paolo II presso l’ateneo Regina Apostolorum di Roma.

Nel 1992 ha fondato l’A.V.A (Associazione Volontari per gli ammalati).

Ha scritto un libro autobiografico “Riflessioni. Un aiuto alla vita” che tocca anche la sfera spirituale dell’autore, è affetto dal Parkinson dall’età di 45 anni.

Cichocki testimonia che proprio la malattia del Parkinson lo ha convertito alla fede in Dio. Offre tutto per la salvezza dei peccatori.

Ingegnere, Lei nel suo libro ha scritto che proprio la sua malattia (scoperta quando aveva 45 anni) lo ha convertito …

Si è vero, la malattia è stata determinante per la mia conversione perché la malattia è stata un dono importante per me. Quando l’ho accettata ho capito che il Signore aveva permesso questa malattia per farmi crescere nella fede.

Perché questa sua attenzione ai deboli, ai poveri e agli ultimi della società?

Mi è nata da ragazzo perché da giovane il mio assistente spirituale mi portò in estate a fare gli esercizi spirituali con gli ammalati e li ebbi il primo approccio con i più deboli che mi ha formato interiormente. Ha lasciato un segno nel mio cuore, nella mia mente ed ha permesso che facessi questo cammino.

Ho fatto politica per un periodo di tempo, però il mio vero cammino è stato quello di dedicarmi agli ammalati e ai poveri.

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Lei offre la sua sofferenza per la conversione dei poveri peccatori?

Si certo. La notte soffro terribilmente ho dolori molto forti e quindi stando sveglio ho imparato ad offrire questa sofferenza per qualche anima, persone che mi vengono in mente e che conosco.

Ha una grande devozione per Giovanni Paolo II. Lo ha mai incontrato durante la sua vita?

Si l’ho incontrato quando lui era ancora Vescovo di Cracovia. Mi sposai nel 1973 a Forlì e a celebrare le nozze fu il Cardinale Stanisław Dziwisz (un grande amico del Vescovo di Cracovia).

Poi il giorno dopo andammo a Roma, in viaggio di nozze, ed il Cardinale ci invitò a pranzo.

Nella sua vita un ruolo importante lo ha anche la Madonna …

Si la Madonna nella mia vita è molto importante e mi ha dato un segno forte in cui ho avvertito la sua reale esistenza.

E’ la fede che l’aiuta a vivere nonostante il peso della malattia?

Si la fede è fondamentale per me perché la mia malattia è degenerativa e si va incontro al peggio mai al meglio, dal punto di vista fisico. Quindi la fede mi aiuta ad accettare e ad affrontare tutte le mie sofferenze.

Il suo libro vuole essere una testimonianza per i più poveri e i più deboli?

Certamente, ho voluto comunicare quello che attraverso la malattia ho vissuto in prima persona. Ultimamente sento l’esigenza di comunicare ai giovani quello che ho vissuto nella mia vita e ciò che mi è rimasto impresso attraverso delle esperienze molto fondamentali.

Rita Sberna