La puntata racconta la vita e il carisma di San Giustino de Jacobis, missionario lucano della Congregazione dei Vincenziani (Lazzaristi), presentato da don Antonio Mattatelli.
Origini e vocazione
- Nato a San Fele (Basilicata) il 9 ottobre 1800, settimo di 14 figli.
- La famiglia si trasferisce a Napoli, dove Giustino cresce come giovane intelligente e profondamente spirituale.
- Il suo direttore spirituale, un carmelitano, lo indirizza verso i Vincenziani, attratto dal loro carisma di servizio ai poveri e formazione dei sacerdoti.
- Ordinato sacerdote nel 1824, si dedica alle missioni popolari e all’assistenza ai malati.
Eroismo durante il colera
Nel 1836, durante una grave epidemia di colera a Napoli, Giustino si getta senza esitazione nella cura dei malati, rischiando la vita ogni giorno. Questa esperienza lo prepara alla futura missione in Africa.
La missione in Etiopia
Papa Gregorio XVI lo invia come missionario in Etiopia (soprattutto nell’attuale Eritrea). Qui Giustino si distingue per un metodo modernissimo: l’inculturazione.
Cosa fa in Etiopia
- Impara perfettamente la lingua tigrina.
- Traduce catechismi e testi liturgici.
- Si veste come gli etiopi, vive come loro, li ama profondamente.
- Fonda un seminario dedicato all’Immacolata.
- Ordina sacerdoti locali e accompagna delegazioni etiopi ad Alessandria e a Roma.
La popolazione lo chiama “Abuna Jacob Maria”, segno dell’affetto e della sua devozione mariana.
Persecuzioni e difficoltà
Nonostante il grande bene compiuto, Giustino affronta:
- intrighi politici tra i capi locali (i “ras”),
- ostilità della gerarchia copta,
- arresti e persecuzioni contro i suoi seminaristi e convertiti.
Uno dei suoi primi discepoli, Servo Michael, viene martirizzato.
Giustino stesso viene consacrato vescovo in modo poverissimo, con una mitria di cartone, dal futuro cardinale Massaia.
La morte
Nel 1858 scoppia un’epidemia di colera anche in Etiopia. Giustino continua a servire i malati, ma viene colpito dalla malaria.
Muore il 31 luglio 1860, in un clima di preghiera e amore verso il suo popolo. Prima di morire pronuncia una commovente predica, in cui dichiara di amare gli etiopi più della propria famiglia e di voler essere per loro non solo padre, ma servo.
Culto e canonizzazione
- Beatificato nel 1939.
- Canonizzato da Paolo VI nel 1975.
- La sua tomba, in Eritrea, è meta di pellegrinaggio per cattolici e musulmani.
- A San Fele, ogni 30–31 luglio, si celebra la festa in suo onore.











![Giorgia Trasselli “Gesù è stato il mio primo fidanzato” [titolo] 25](https://www.cristianitoday.it/wp-content/uploads/2016/11/titolo-26-150x150.jpg)



![Giorgia Trasselli “Gesù è stato il mio primo fidanzato” [titolo] 25](https://www.cristianitoday.it/wp-content/uploads/2016/11/titolo-26-100x70.jpg)