Padre Piero Riggi spiega che Apocalisse non significa distruzione, ma rivelazione. Sottolinea che, secondo alcune apparizioni mariane (Tre Fontane, Fatima, Medjugorje), viviamo tempi che richiamano quelli descritti nel libro dell’Apocalisse.
Cita vari “segni”:
- la donna vestita di sole (Ap 12) collegata alle apparizioni mariane;
- la persecuzione dei cristiani, con milioni di martiri nel XX secolo;
- la croce nel cielo, segno citato in Matteo 24:30;
- il periodo in cui “Satana è sciolto”, richiamato sia dall’Apocalisse sia da messaggi mariani;
- fenomeni moderni come guerre, ateismo, violenze, sacrifici umani, culto satanico, che secondo lui mostrano un aumento del male nel mondo;
- l’apostasia nella Chiesa, con confusione dottrinale e perdita della fede;
- il possibile collegamento tra il “marchio della bestia” e le tecnologie come microchip.
Padre Piero collega poi i 10 segreti di Medjugorje alle “sette coppe dell’ira di Dio” dell’Apocalisse, indicando che i primi tre sarebbero avvertimenti e gli altri sette sofferenze globali, prima del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Infine propone i “rimedi” spirituali:
- fare “deserto”, cioè evitare ciò che allontana da Dio;
- consacrarsi ogni giorno al Cuore Immacolato di Maria e al Sacro Cuore di Gesù;
- vivere i “cinque sassi”: confessione mensile, comunione frequente, Rosario quotidiano, digiuno, lettura della Sacra Scrittura.
«Il libro dell’Apocalisse non è un libro di distruzione, ma un libro di grande speranza»












