“Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna”

Illustrazioni Vangelo Cristian Nencioni

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Lunedì, 2 novembre

Gv 6, 37-40

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

COMMENTO

 

La Chiesa è madre premurosa e oggi vuole ricordare con particolare zelo i figli che essendo morti in pace con Dio si trovano in Purgatorio per purificare le sozzure e le ferite aperte dai peccati.

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È dottrina sicura e vincolante della Chiesa che esiste uno stato di purgazione per tutti quelli che non avendo raggiunto la massima perfezione cui erano stati chiamati in vita, devono essere raffinati nel fuoco della giustizia divina prima di accedere al Cielo. Il Purgatorio è un monumento alla misericordia e alla giustizia di Dio. Misericordia perché è una sorta di anticipo di paradiso in mezzo all’inferno, nel senso che molti peccatori trovano nelle sue fiamme la salvezza dalla condanna eterna. Giustizia perché il Signore non tollera ogni sorta di sozzura nel banchetto nuziale del Figlio! Vuole la purezza e la santità assolute!

Sulla durezza e l’estensione delle pene del Purgatorio molto è stato detto da santi come Caterina da Genova, Nicola da Tolentino, e altri mistici. Ci sono, inoltre, testimonianze scottanti, alcune raccolte con impressionanti reliquie nel museo delle anime di Roma o riferite da persone morte e tornate in vita come Fra Daniele, il celebre discepolo di P. Pio che, dopo il suo decesso, chiese alla Madonna di tornare in vita per pagare sulla terra il suo debito anziché in mezzo ai pungentissimi patimenti del Purgatorio. E fu esaudito. Bisogna ricordare che lui era considerato da tutti un frate buono e zelante!

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Se tali considerazioni ci fanno venire la paura – ed è giusto che così sia! -, la festa odierna ci apre anche una porta alla speranza di vederci trattati con grande compassione da Dio nel giorno del nostro giudizio. Gesù, infatti, disse: beati i misericordiosi perché avranno misericordia!

Per questo, approfittiamo della bontà della Chiesa nel giorno di oggi e interessiamoci alla salvezza dei nostri fratelli defunti che ancora soffrono terribilmente. Offriamo per loro le Messe – oggi ogni sacerdote può celebrarne tre! –, le nostre preghiere, visitiamo le loro tombe nel cimitero portando i ricordi della nostra carità e l’intercessione delle nostre suppliche. Più ci impegneremo per loro, più conquisteremo il cuore di Dio per ottenere anche noi la sua benevolenza!

La Vergine Santissima, avvocato di grazia, interceda perché le nostre suppliche e orazioni a favore delle anime del Purgatorio siano efficaci e contribuiscano a liberarne moltissime in questo giorno scelto dalla Chiesa per riversare i suoi tesori di grazia, come acqua pura sull’incendio di dolore che patiscono tanti dei nostri fratelli.