«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo»

26 LUGLIO 2021 – Lunedì

SANTI GIOACCHINO E ANNA, GENITORI DELLA BEATA VERGINE MARIA

Mt 13,31-35

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».

Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Commento:

Nostro Signore continua la sua catechesi sulla Chiesa, ma parla in parabole.

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Le parabole di Gesù sono a volte il modo di presentare con semplicità e facilità uniche realtà sublimi a persone poco colte, che però, grazie alle immagini trovate dal Signore, riescono a capire. Altre volte, il discorso in parabole diventa scuro e c’è bisogno di spiegazione, la quale,  in generale, il Signore dona ai suoi discepoli in disparte.

Questa volta ci parla della Chiesa e la sua capacità di trasformare tutta la società. Forse i primi cristiani ebbero difficoltà nel coglierne il senso profondo di tale metafora, ma per noi, dopo due mille anni di Storia della Chiesa, è più facile. Sì, la Chiesa ha delle origini umili, pressoché insignificanti. Un gruppetto di dodici pescatori convinti che il loro Maestro, dopo essere stato giustiziato è risorto e vive per sempre poiché non muore più. Tuttavia col passare del tempo, sotto l’albero della risurrezione non solo i passeri ma interi regni hanno fatto i loro nidi!

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Lo stesso si dica della trasformazione dell’impero romano da pagano in cristiano. Come si è fatto? Per mezzo di rivoluzioni, disordini o guerre? No. Si è fatto lasciandosi ammazzare senza protestare, certi di conquistare con la morte il regno dell’immortalità. E così facendo il lievito si misturò con la farina e fermentò tutta la massa facendo nascere la civiltà cristiana.

Le parabole di oggi erano una vera e propria profezia di quel che doveva succedere col passare degli anni. Ma è anche motivo di speranza e di gioia per noi. La chiesa in certi momenti storici può tornare ad essere solo un granello di senape. Non importa, l’albero tornerà a crescere, è una legge costituita dal Signore! E lo stesso si può dire del lievito.

Abbiamo fiducia poiché Gesù ha vinto il mondo e lo vincerà anche la Chiesa in questi tempi, diventando nel futuro un albero glorioso e grande alla cui ombra tutti vorranno fare il loro nido.