“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”

Illustrazione Vangelo di Cristian Nencioni

Giovedì della XXVII settimana del T. O.

08 ottobre ’20, Santa Pelagia

Lc 11, 5-13

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

COMMENTO

Dopo aver insegnato ai discepoli a recitare il Padre-Nostro, Gesù indica un metodo infallibile per pregare e fa una promessa altrettanto infallibile!

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Nella prima parte del brano odierno, il Vangelo di San Luca riporta l’insegnamento di Gesù riguardo all’importanza dell’insistenza nella preghiera perché essa divenga efficace. Tutti vogliamo essere esauditi, e comunque, molte volte non succede così. Tanti si scoraggiano perché i loro desideri, espressi nei momenti di supplica, non gli sono concessi. In questi casi, due possono essere le cause: o si chiede qualcosa che costituirebbe un danno spirituale, e allora Dio concede una grazia diversa da quella richiesta; o non ci viene elargita la grazia perché non abbiamo insistito abbastanza.

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Il Signore è ormai chiaro: “se non si alzerà a dargli i pani perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono”. Qualcuno, comunque, potrebbe domandarsi: “Ma se Dio è un Padre buono, perché fa il sordo?” Certamente per il nostro bene. La natura umana è diventata talmente superficiale ed egoista dopo il peccato originale, che riceve i benefici per lo più senza valorizzarli come dovuto, e senza nemmeno ringraziare. Ora, se Dio ci concedesse le grazie senza la nostra insistenza, sicuramente risponderemmo in malo modo alla sua benevolenza, e ci causeremmo da soli un grave male spirituale. Perciò, molte volte Dio “resiste” alle nostre suppliche perché cresciamo nell’umiltà, nel santo desiderio, e, in questo modo, sappiamo attribuire il giusto valore al bene concessoci, con il dovuto ringraziamento. Per cui, ci insegna Gesù: “chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.

Finalmente, ecco la grande promessa: chi chiede lo Spirito Santo, non sbaglia mai! Il Padre, che è immensamente buono, non ce lo può negare. Ciò significa che la grazia non potrà mai mancare per superare le prove, per essere aiutati nell’agire secondo il bene, per essere illuminati nella preghiera, nella meditazione, e in tutte le opere di bene. Questo è il dono più prezioso, più importante, più essenziale. Chiediamolo con più insistenza e fede, certi di essere sempre esauditi.

La Vergine Maria era piena della grazia del Paraclito al momento dell’Incarnazione, ma, in seguito, divenne se possibile ancora più “aggraziata” dopo il concepimento di Gesù. La sua vita si svolse, così, in un crescendo di grazia finché nella Pentecoste non fu ornata di una pienezza di Spirito impossibile da calcolare. Sia Lei la nostra guida e la nostra interceditrice affinché possiamo noi ricevere sempre e in crescendo il dono dello Spirito Santo!

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