Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri

Illustrazioni Vangelo Cristian Nencioni

04 FEBBRAIO 2021

GIOVEDÌ DELLA IV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

San Giuseppe da Leonessa, Cappuccino

Mc 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Commento:

Ecco l’ideale perfetto dell’apostolato: annuncio, fiducia assoluta in Dio, e potere carismatico per guarire le malattie e scacciare i demoni.

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Il Signore detta norme concrete ai Dodici per lo svolgimento dell’apostolato, che anche dopo tanto tempo ci servono comunque per una riflessione rispetto alla vita di missione che è, con sfumature diverse, comune a tutti i battezzati.

Anzitutto li manda a due a due. Farsi accompagnare da altri nel nostro ministero o apostolato è molto importante, anche se in alcuni casi non resta altra alternativa che svolgerlo da soli. Sebbene anche questa solitudine, in fondo, è comunque una ricerca di compagnia, e prima o poi il Signore fa trovare la persona giusta. In due si ha più forza. L’esempio di Paolo e Barnaba, descritto negli Atti, è un esempio perfetto dell’efficacia dell’essere accompagnati.

Il testo in seguito ci mette davanti alla povertà, che in questo caso non è solo interiore, ma anche esteriore. Ed è perché si tratta di fidarsi solo di Dio! Ed anche di essere preparati a circostanze materiali molto avverse nello svolgimento del nostro apostolato. Perciò i Dodici sono allenati alla povertà più estrema: senza pane, né denaro, né due tuniche… Tutto deve venire dall’aiuto della Provvidenza, che non manca mai.

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Poi Gesù dice loro di restare laddove sono accolti, senza cambiare posto, senza spostamenti inutili, che possono causare risentimenti o sospetti. Ma fa anche riferimento al partire, cioè, “se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro”. Atteggiamento abbastanza duro, che oggi causerebbe un certo scandalo ad alcune forme distorte e parziali di pietà “buonista”. L’apostolato è, in certo qual modo, un’anticipazione del giudizio di Dio, e nessuno vi resta indifferente: o si accoglie o si rifiuta. Nel primo caso c’è la benevolenza di Dio, simbolizzata dalla permanenza dell’apostolo; nel secondo, c’è il segno della giustizia ben rappresentato dallo scuotersi della polvere sotto i piedi come testimonianza contro i peccatori.

Dopo l’accoglienza, c’è l’annuncio di conversione e, finalmente, i miracoli! I malati sono unti con l’olio – come fa tuttora la Chiesa nel Sacramento dell’Unzione degli Infermi – e i demoni scacciati con potenza irresistibile.

Il Signore mandi nella sua vigna lavoratori disposti a vivere la vita apostolica e dotati di grande potere in parole ed in opere! Chiediamolo al Padre Eterno, per mezzo dell’Unico mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù. Lui lo otterrà per le suppliche di Maria Vergine, Madre e Protettrice della Santa Chiesa.