Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini

25 SETTEMBRE 2021

SABATO DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

San Cleofa, Discepolo di Gesù

Lc 9,43b-45

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Commento:

La paura paralizza, siamo invece coraggiosi.

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Virgilio affermava nei versi dell’Eneide: “audentis Fortuna iuuat”, cioè, la Fortuna sorride agli audaci. Noi, grazie a Dio, non crediamo alla pseudo-dèa Fortuna, ma sappiamo che la fede intrepida e audace è quella che conquista con violenza il paradiso, superando ogni sorta di prova.

Audace fu la fede di una Donna, la più coraggiosa di tutta la Storia: Nostra Madre, Maria Santissima. Sotto la Croce del Figlio dolorante e massacrato dall’odio cieco, si tenne ritta in piedi, senza svenire, con la certezza che il giorno della gloria avrebbe succeduto la notte drammatica della morte. Sì, la certezza della risurrezione era talmente forte e vivida in Lei da conservarla con l’animo robusto e virile durante i momenti più difficili della Passione e Morte del suo Gesù.

Gli Apostoli, però, non pensavano alle prove né ai problemi. Volevano una vita relativamente facile all’ombra di un Messia taumaturgo che non conosceva nemici che non vincesse con grande facilità. Risuscitava i morti, guariva i malati più svariati, sconfiggeva il dolore e la morte. Non volevano capire cosa significasse quel futuro dramma del Calvario che invece sarebbe diventato l’asse della nostra fede e fonte della nostra salvezza.

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Imitiamo piuttosto Maria. Guardiamo al futuro con occhi di fede consapevoli delle prove che ci attendono dietro gli angoli delle nostre strade, e in ginocchio, con fervente preghiera, supplichiamo il Signore per mezzo di Lei, affinché ci conceda tanta fede da superare le gallerie buie e lunghe che dovremmo superare con l’aiuto della grazia. Alla fine, la fede intrepida farà sì che il sorriso della vittoria finale fiorisca sulle nostre labbra. La Vergine e Madre sia nostra guida e protettrice adesso e nelle prove che incombono sull’umanità delirante, impaurita e peccatrice.