La puntata affronta la malattia spirituale dell’indifferenza, una delle ultime elencate da Papa Francesco. Don Giuseppe spiega che l’indifferenza nasce quando non ci si lascia più cambiare dagli altri, si perde sincerità e calore, si diventa gelosi, competitivi, e si arriva perfino a gioire delle cadute altrui.
Nella coppia l’indifferenza è segno di ferite profonde: si smette di guardarsi in faccia, si scaricano le colpe, si costruisce una vita dove l’altro “non c’è più”. Don Giuseppe richiama la storia di Adamo ed Eva, che dopo il peccato iniziano a nascondersi, a vergognarsi e a scaricare la responsabilità l’uno sull’altro: è la radice biblica dell’indifferenza.
Il sacerdote sottolinea che Dio non è indifferente, anzi guarda ciascuno con amore. La guarigione arriva proprio da questo: lasciarsi guardare da Dio, riscoprire che siamo creati a sua immagine e che Lui sorride guardandoci. Solo così possiamo tornare a guardare gli altri con verità e non con distacco.
Si parla anche dell’indifferenza nella società moderna, accentuata dall’uso della tecnologia e dai rapporti “di facciata”, come quelli che emergono solo a Natale. Don Giuseppe racconta un episodio significativo: un presepe “moderno” in un centro commerciale senza Gesù Bambino, simbolo di una cultura che elimina ciò che è scomodo.
La puntata si conclude con un invito: interessarsi davvero agli altri, anche solo con un “come stai”, che rompe le barriere dell’indifferenza, e con la benedizione finale di Don Giuseppe.
















