Non è Dio dei morti, ma dei viventi!

Illustrazioni vangelo di Cristian Nencioni

02 GIUGNO 2021

MERCOLEDÌ DELLA IX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

Santi Marcellino e Pietro, Martiri

Mc 12,18-27

 In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Commento:

Le discussioni di Gesù sono altamente chiarificanti. Oggi ci parla della risurrezione, senza la quale la nostra fede sarebbe vana!

***

“Siete in grave errore”, dice Gesù. E perché? Perché non credevano alla risurrezione dei morti. Infatti, per l’uomo carnale, pensare alla risurrezione dà fastidio, perché non vuole vedersi costretto a pensare all’aldilà, quando invece la vita futura è più reale e veritiera di quella presente.

Leggi di più:  "Accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio"

Così come i sadducei non avevano capito né il senso delle Scritture né la potenza infinita di Dio, molti cattolici, oggi, vivono in preda alla paura, causata dalla prospettiva della morte, come se tutto finisse qui. Grave errore! Come riusciranno ad obbedire ai comandi di Dio se non pensano all’eternità? Come vorranno andare in Paradiso, se per loro la terra rinchiude ogni aspettativa esistenziale?

San Filippo Neri diceva sempre che se un cristiano non va in gita al Paradiso – con la mente e con la fantasia – non andrà nemmeno realmente dopo aver chiuso gli occhi a questa vita.

Chiediamo alla Santissima Vergine Maria, porta del Cielo, che guarisca la nostra cecità interiore e ci spinga a salire con l’affetto laddove si trova Lei a lodare Dio in eterno. Solo così saremo degni di godere della felicità eterna. Altrimenti, faremo la fine dei sadducei.