“Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”

II Domenica di Avvento

6 dicembre, san Nicola di Mira

Mc 1, 1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

COMMENTO

Il battesimo di conversione di Giovanni precedeva quello di Gesù che sarebbe stato in Spirito Santo. Ma ci rendiamo conto del dono immenso che ci ha fatto il Signore?

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La figura del Battista emerge oggi davanti ai nostri occhi in tutta la sua austerità e tutto il suo fascino. Uomo asciutto, serio, circospetto, severo, ma al contempo sommamente attraente, il Precursore aveva grandissimo peso religioso e sociale. Il profetismo aveva taciuto ed era stato assente da diversi secoli. La notizia del profeta che predica nel deserto, che battezza preparando la venuta del Messia, deve essere stata di sicuro sconvolgente, al punto che “accorrevano a Lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme”.

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Il suo cibo erano cavallette e miele selvatico, il suo abbigliamento – si copriva con pelle di cammello – era povero e al contempo altamente simbolico: non era stato per caso Dio stesso a rivestire di pelli di animali Adamo ed Eva dopo il peccato originale? Giovanni si presentava come qualcuno che è stato assunto da Dio come sua speciale proprietà, rivestito in qualche modo da Lui direttamente, e ricordava al contempo la realtà del peccato originale, fonte di tutti gli altri peccati che schiavizzavano gli uomini al suo tempo.

Il suo battesimo era di conversione per il perdono dei peccati. Infatti, era compito suo far sì che il Salvatore trovasse un popolo ben disposto, perciò era la “voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”! E giustamente affinché la gente aprisse i cuori al dono che Dio stava per fare, proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali”.

Ogni cristiano deve essere per gli altri un Giovanni Battista. Sì, ognuno di noi è chiamato a preparare le vie del Signore che vuole andare anche da chi ci è vicino. Per questo motivo, dobbiamo anche imitarne le virtù.

Anzitutto Giovanni Battista seppe seguire la volontà di Dio senza importarsene dell’opinione degli altri. Il suo modo di abbigliarsi e il suo messaggio non erano, diciamo, proprio alla moda. Anche i cristiani devono comportarsi e presentarsi oggi in modo dignitoso, decente, elegante, senza badare alle tendenze stravaganti, volgari e indecenti dell’ambiente circostante. Così, ricorderemo a tutti che l’uomo è stato rivestito dal Signore di grande dignità anche se peccatore. La Redenzione ha fatto di noi un popolo regale e sacerdotale, dunque non possiamo apparire come tanti altri figli della notte, poiché noi siamo figli della Luce.

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Il coraggio di Giovanni Battista, d’altronde, è anche motivo importante di esempio per noi. Non aveva paura del cosa diranno, cosa penseranno. Proclamava la verità tutt’intera. Chiamava peccato il peccato, e virtù la virtù, segno distintivo del profeta autentico, giacché quello falso confonde il bene con il male a proprio vantaggio.

E, finalmente, era umile! Com’è bello vederlo proclamare con proprietà e allegria la superiorità del Signore. Non faceva l’apostolato per se stesso, lavorava per L’altro, e lo faceva proprio soddisfatto e convinto. Così noi non pretendiamo di approfittare dei doni del Signore e del nostro possibile successo apostolico per metterci al centro, lasciando Gesù in secondo piano. Facciamo come San Giovanni Battista: “oportet illum crescere ego autem minui”, “è necessario che lui cresca e io diminuisca”.