«Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa»

06 AGOSTO 2021 VENERDÌ

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE – ANNO B

Mc 9,2-10

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Commento:

La trasfigurazione del Signore è stata la più eclatante epifania della Bellezza. E non solo, ma ci apre anche gli occhi della mente alla speranza nella gloria del Cielo.

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Per San Tommaso d’Aquino il “pulchrum”, ossia la bellezza ha tre caratteristiche essenziali: la chiarezza o luminosità, l’armonia o la proporzione e l’integrità.

In base a questi criteri possiamo dire che la Trasfigurazione appare come la massima espressione di bellezza di tutta la Storia, poiché Gesù nella Risurrezione non mostrò ai discepoli il fulgore della sua luminosità divina.

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Nella Trasfigurazione abbiamo un chiarore insuperabile e così mai fu vista la “claritas” rifulgere con tanta intensità.

La stessa luce diede, insieme alla voce del Padre, un’idea completa della personalità divina di Gesù, già rivelata ma non ancora vista come sull’alto monte. E troviamo in questo modo la integrità della personalità divino-umana del Signore.

Infine, l’intervento del Padre e la presenza dello Spirito Santo nel bagliore della luce, assieme all’apparizione di Elia e di Mosè attorno a Gesù, compone un quadro completo della Storia della Salvezza promossa dalla Trinità e realizzata progressivamente nell’Antico Testamento e in modo perfetto nel Nuovo, rappresentato dai tre discepoli presenti. La Trasfigurazione pertanto trasmette l’armonia o proporzione perfetta nel manifestare la bontà di Dio nel suo disegno di redenzione in Cristo.

Contemplando il mistero della Trasfigurazione, la nostra nostalgia del Cielo aumenta. Mai siamo stati là, ma l’evento accaduto nell’alto monte ci trasporta misticamente alle altezze misteriose della gloria, dove regneremo insieme a Gesù, avvolti in quella luce meravigliosa che ci farà sperimentare l’amore del Padre nello Spirito Santo.