«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata»

Foto di Bob Bello da Pixabay

05 LUGLIO 2021

LUNEDÌ DELLA XIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

Sant’ Antonio Maria Zaccaria, Sacerdote

Mt 9,18-26

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.

Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.

Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Commento:

Guarigione e risurrezione, ecco i miracoli di Gesù da noi oggi contemplati. Ma sempre sono condizionati alla fede di chi supplica.

***

Il brano di oggi è carico di bontà. Nostro Signore ha compassione del Capo ebreo e risuscita la figlia appena morta. E, cammino facendo, guarisce l’emorroissa, questa povera donna che da anni soffriva di gravi perdite di sangue.

In entrambi i casi vediamo che la fede ha un ruolo essenziale.

Per primo il Capo si prostra davanti a Gesù con sensi di adorazione e afferma: “imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà”. Ecco la fede. Fede robusta e fervente.

Leggi di più:  Signore, aprici il tuo cielo

In seguito, la donna malata pensa tra sé e sé: “se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata”. E Gesù la conferma nei suoi buoni propositi dicendole: “Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata”.

Ecco uno dei requisiti essenziali alla preghiera, la fede! Come insegna lo stesso Nostro Signore: “Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato” (Mc 11, 24).

Certo che dobbiamo, però, pregare bene, cioè, cose convenienti anzitutto alla salvezza nostra e di tutti gli uomini. San Giacomo riprende severamente chi prega con interessi egoisti o passionali: “Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? (Gc 4, 3-4)”. Così premettere nella preghiera la preoccupazione per i soldi, la salute, i piaceri, il lavoro al desiderio di una vera conversione, è attribuire più importanza alle cose del mondo che a Dio. Invece se chiediamo tutto questo, ma sempre subordinato alla nostra santificazione, allora se è conveniente per noi, il buon Dio ce lo concederà.

La cosa più importante da supplicare è la vera sapienza: “Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento; e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni” (Gc 1, 5-7).

E in cosa consiste la sapienza? Lo stesso Apostolo lo spiega: “La sapienza che viene dall’alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace” (Gc 3, 17-18).

Leggi di più:  "Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa"

Sappiamo cosa chiedere e come chiederla. Adesso mettiamoci a pregare, perché chi prega con fede si salva, chi non prega o prega male, si danna.