“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!”

Illustrazioni Vangelo Cristian Nencioni

Giovedì della XXIX settimana del tempo ordinario (anno pari)

22 ottobre ’20, San Giovanni Paolo II Papa

Lc 12, 49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

COMMENTO

Il profeta Isaia ci presenta il futuro Messia come il Principe della Pace, titolo di una dolcezza ineffabile e così adatto al Signore. Tuttavia, oggi nel Vangelo di San Luca, Gesù emerge come un ardente guerriero.

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Per capire Gesù bisogna allargare gli orizzonti del cuore. Alcuni lo vogliono solo mite e umile di cuore; altri, invece, generoso verso l’altro; taluni lo ammirano per il suo potere. Tutti questi aspetti e tanti altri sono veri e convivono in perfetta armonia nel Sacro Cuore di Gesù.

Nell’iconografia d’ispirazione biblica Lui è rappresentato come agnello mansueto, ma anche come leone vittorioso, proprio per farci capire la grandezza dell’olocausto sulla Croce e la magnificenza del trionfo nell’alba della domenica.

Oggi abbiamo la felicità di contemplare un Gesù combattivo, entusiasta, forte: “sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!” Si riferiva certamente all’effusione dello Spirito Santo che avrebbe esteso l’incendio del santo Vangelo fino ai confini della terra. Sapeva bene, però, che il dono del Paraclito sarebbe stato riversato sui discepoli solo dopo il suo “battesimo”, e per questo aveva ansia di portare a compimento il sacrificio di se stesso!

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E, in conseguenza di tale dono soprannaturale, cosa sarebbe successo? La divisione! Tutte le volte che il bene cresce in santità e i figli della luce si configurano sempre più al Signore, il male reagisce come se fosse stato aggredito! E l’eterna inimicizia stabilita da Dio dopo la cacciata dell’uomo dal paradiso, si riaccende prendendo nuova intensità e potenza.

Amare Gesù, dunque, essere alla sua sequela, è vivere in guerra! Guerra contro noi stessi, ma guerra anche contro tutti coloro che sono infastiditi dalla manifestazione fervente ed entusiasta del bene, frutto dello Spirito Santo!

L’esempio di un Papa coraggioso che seppe difendere la Verità con fortezza in circostanze avverse, sia luce nel nostro cammino.