A Napoli nella Chiesa delle Capuzzelle dove si incontrano le anime dei morti

I napoletani sono un popolo particolare, hanno sempre dovuto fare i conti con gli invasori, con la fame, con  le carestie con le epidemie e, inevitabilmente: con la Morte. La Nera Signora è sempre stata una compagna ingombrante e tremenda per Napoli, ma i suoi abitanti hanno saputo sempre affrontarla con due armi potentissime: la fede ed il sorriso.

Anticipando di secoli le parole del Santo Padre Francesco che ha detto che un cristiano deve essere sempre felice perché ha la Fede in Dio, i napoletani sono diventati amici della Morte e si avvicinano ad essa con umiltà e con il sorriso a tal punto da edificare in suo onore una Chiesa, quella delle Anime del Purgatorio ad Arco, conosciuta anche come  la Chiesa delle Anime pezzentelle. L’edificio sorse agli inizi del ‘600, in piena Controriforma, ad opera di una Congregazione di Nobili che voleva assicurare ai propri defunti il giusto decoro e un costante numero di messe in suffragio. La Chiesa, nonostante sia un capolavoro del barocco napoletano e custodisca delle stupende tele di artisti del calibro di Luca Giordano e Andrea Vaccaro divenne nota al Mondo per essere il Cimitero di migliaia di scheletri senza nome.

Le Guerre, le carestie e le epidemie che colpirono il capoluogo campano, trasformarono la nobile congregazione in un cimitero popolare. Da qui il nome dato di Chiesa delle anime pezzentelle. La fede popolare non tardò a mostrare misericordia per queste anime. La popolazione adottò i resti mortali e le anime ad essi legate come fossero propri familiari accudendo le ossa e celebrando messe di suffragio e preghiere per la remissione dei loro peccati. Lo stesso altare centrale è tutto circondato da ossa e da simboli funerari.

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Ossa e teschi  accolgono i visitatori e i fedeli anche all’ingresso, dove i teschi in bronzo, a causa dello strofinio scaramantico dei turisti sono sempre lucidi e puliti. Si potrebbe, dunque, immaginare un’atmosfera lugubre e triste, ma in realtà è l’opposto: e’ un luogo familiare e di amore. Una Casa comune dove vivi e morti stanno assieme uniti da un profondo e impalpabile legame. Un posto dove è assente lo spiritismo e dove regna la Fede in Dio e la Misericordia.

Nella Chiesa delle Capuzzelle (dei piccoli teschi) si parla con le anime dei defunti in presenza di Dio e dei Santi. Si prega la Madre Celeste per i propri bisogni e per quelli dei defunti. Si accudiscono le spoglie mortali e le anime di persone morte centinaia di anni prima. Intere generazioni di napoletani hanno imparato, così, a rapportarsi con la Morte avendo per lei grande rispetto ma non paura. Intere generazioni hanno imparato che non vi è necessità alcuna di commettere stupidi abomini come le sedute spiritiche per avere contatti con l’aldilà, ma basta solo avere Fede in Dio e Misericordia verso il prossimo per sentirsi tutti parte di un solo unico Amore eterno. Per chiunque volesse visitare la Chiesa basterà recarsi in via dei Tribunali 39 oppure collegarsi al sito www.purgatorioadarco.it  .

Domenico Catuogno