Dicevano che non era compatibile con la vita ma oggi ha 18 anni

Kayden ha la trisomia 18, tutti i medici dicevano che era difficilissimo nascere e sopravvivere e invece …

Kayden Johnson Mc Clanahan ha compiuto 18 anni. Il 18 indica l’ingresso al mondo degli adulti ma per Kayden questo numero ricorda anche la sua malattia che lo accompagna sin dalla nascita: la trisomia 18.

Lo scorso giugno sua madre Marta, in occasione dei 18 anni del figlio ha deciso di rendere testimonianza, d’altronde Kayden è andato contro tutti i pareri e le prospettive dei medici.

Questo è ciò che scrive mamma Marta: Grido con tutto il fiato che ho nei polmoni BUON 18ESIMO COMPLEANNO! al mio ragazzo Kayden, meraviglioso, forte e felice. E pensare che ci fu detto che non sarebbe vissuto, ecco ora ha senz’altro dimostrato che si sbagliavano. Ha attraversato e combattuto una catasta enorme di pregiudizi contro di lui. Ne avrebbe superati molti di più e noi con lui, ma siamo qui a festeggiare 18 anni pieni di amore, felicità e tanta gioia! I dottori ipotizzarono che non ci sarebber stata una qualità di vita, quella che vedete qui è una pessima qualità di vita? Grazie Signore per questo ragazzo splendido e per averlo affidato alle nostre cure. Siamo stati benedetti e preghiamo di trascorrere molti altri anni insieme a lui”.

Kayden è una testimonianza vivente, è un bambino che non doveva nascere e nemmeno poteva sopravvivere eppure ha raggiunto la maggiore età. E’ una storia che testimonia un miracolo perché la Trisomia 18 non lascia scampo ed è contornata da tanto buio.

La trisomia 18 è una malattia genetica che comporta la presenza di 3 cromosomi 18 anziché due) il quadro clinico parla di danni serissimi sia a livello fisico che mentale. Questo è ciò che l’ospedale Bambin Gesù dice al riguardo:

La sindrome di Edwards o trisomia 18 è caratterizzata da un grave ritardo mentale associato a ritardo di crescita sia prima che dopo la nascita con aspetto emaciato, capo piccolo (microcefalia) e anomalie a carico di diversi organi. In particolare ritroviamo anomalie della faccia e della testa, mento piccolo e sfuggente (micrognanzia), gli occhi assai distanziati (ipertelorismo) e piccoli (microftalmia), la presenza di dita in sovrannumero alle mani e/o ai piedi (polidattilia), o la fusione di alcune dita tra di loro (sindattilia), malformazioni cardiache in oltre il 90% dei casi, del tubo digerente come atresia esofagea (ostruzione congenita dell’esofago) e genito urinarie come la mancanza di uno o di entrambi i reni (agenesia renale).

E’ una descrizione che non coincide con l’aspetto fisico di Kayden che nonostante tutto è stato colpito dalla malattia ma ha un viso molto bello.

Mamma Marta è un esempio, è una donna che ha accolto la vita nel suo grembo, ed ospita in casa un figlio malato ma che ha tanta voglia di vivere.

Questo è ciò che Marta scrive, a conclusione, nel biglietto di auguri per il figlio diciottenne: “Grazie Signore”. Marta ringrazia Dio per il dono di Kayden e per essere segno di testimonianza vivente per tanti altri ragazzi e famiglie.

Rita Sberna