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Quando Don Bosco vide entrare i diavoli in chiesa per distrarre i fedeli

Foto di eu_eusalesiano0 da Pixabay

#DonBosco e’ un #santo amatissimo dai cattolici, grazie a lui, abbiamo scoperto la devozione a #MariaAusiliatrice, grazie a lui, i giovani si sono avvicinati alla chiesa e sono nati cosi’ gli istituti salesiani.

Don Bosco era un gran sognatore, in tutti i sensi. Durante la sua vita terrena sappiamo che ha fatto 159 sogni, all’inizio lui li raccontava ai giovani della parrocchia, ma ben presto capi’ che non erano semplici sogni ma vere e proprie profezie, sulla salvezza delle anime e la chiesa.

Nel libro “I sogni di Don Bosco” troviamo scritto, tra i tanti sogni descritti, quello in cui Don Bosco racconta dell’entrata in chiesa dei diavoletti durante la messa, i quali hanno l’obiettivo di distrarre i fedeli dalla preghiera.

Il 28 novembre 1861, il santo raccontò questo sogno ai giovani dell’Oratorio:

“Ho sognato che eravamo tutti riuniti in chiesa e iniziava la Santa Messa. Allora sono entrati nel tempio molti ometti vestiti di rosso e con le corna, ovvero dei diavoletti, e si sono messi a distrarre i giovani mentre pregavano.Ad alcuni presentavano oggetti sportivi, ad altri un libro, a vari un piatto pieno di dolciumi e ad alcuni un armadio sul fondo del quale c’era una buona merenda. Ad alcuni riportavano alla mente il ricordo del loro paese e del loro quartiere, ad altri i dettagli dell’ultima partita.

Ogni giovane aveva un diavoletto che cercava di farlo pensare ad altre cose e non alle preghiere che si stavano recitando.Alcuni diavoletti erano saliti sul corpo di certi giovani e si intrattenevano ad accarezzarli e a lisciar loro i capelli.È arrivato il momento dell’elevazione dell’ostia, e al suono della campanella i giovani si sono inginocchiati e tutti i diavoletti sono scomparsi, tranne quelli che erano sul collo, che hanno voltato le spalle all’altare.Appena terminata l’elevazione i diavoletti sono tornati e si sono dedicati un’altra volta a distrarre i giovani perché non facessero attenzione a quello che stavano recitando.Credo che la spiegazione di questo sogno sia che i diavoletti rappresentano le distrazioni che ci assalgono quando preghiamo. Se preghiamo senza pensare a quello che diciamo, né alla persona con cui parliamo, né a quello che chiediamo, allora la preghiera perde buona parte del suo valore e del suo potere.Quelli che hanno il diavoletto sul collo sono coloro che si trovano in una condizione di peccato mortale e non vogliono abbandonare questo peccato. Il diavolo non se ne va perché appartengono a lui, e a questi pregare risulta molto più difficile che agli altri”.

Questo sogno e’ una sorta di conferma per tanti di noi cosiddetti “comuni mortali” che entrano in chiesa, a chi non e’ mai capitato di pensare a tutt’altro durante la celebrazione eucaristica?

Adesso ne conosciamo anche il motivo e possiamo far di tutto pur di non lasciarci distrarre.

Rita Sberna

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Rita Sberna
Rita Sberna (Volontaria) è nata nel 1989 a Catania. Nel 2012 ha prestato servizio di volontariato presso una radio sancataldese “Radio Amore”, lì nasce la trasmissione da lei condotta “Testimonianze di Fede”.Continua a condurre “Testimonianze di Fede” per la radio web di Don Roberto Fiscer “Radio Fra le note” con sede a Genova e per Cristiani Today in diretta Live.Nel 2014 ha scritto per il settimanale nazionale “Miracoli” e il mensile “Maria”.Nel 2013 esce il suo primo libro “Medjugorje l’amore di Maria” dedicato alla Regina della Pace e nel 2017 con l’associazione Cristiani Today pubblica il suo secondo libro “Il coraggio di aver Fede”. Inoltre su Cristiani Today scrive vari articoli legati alla cristianità e cura la conduzione web dei programmi Testimonianze di Fede e di Cristiani Today live.