Il sogno dei vecchi e il cammino dei giovani

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Icona della Santa Comunione

Il sogno dei vecchi e il cammino dei giovani

C’è un’opera di straordinario fascino, realizzata dall’atelier iconografico di Bose. Il quadro si intitola Icona della Santa Comunione, è custodito nel Monastero di Bose e raffigura un giovane monaco, che porta sulle spalle un confratello anziano. Un’immagine di grande impatto, che, nel mondo classico-pagano, trova il suo corrispettivo nel mito di Enea che fugge da Troia, portandosi sulle spalle il padre Anchise.

L’icona di Bose è stata mostrata da papa Francesco, lo scorso 23 ottobre, durante l’incontro intergenerazionale all’Istituto Patristico Augustinianum, dove il Santo Padre ha risposto alle domande di tre giovani e quattro anziani (tra cui una coppia di coniugi). Quell’immagine, ha spiegato il Pontefice, simboleggia la nuova generazione che prende su stessa “i sogni degli anziani e li porta avanti, per farli fruttificare”. È importantissimo, secondo il Papa, che i giovani ascoltino i vecchi e i loro racconti, “gli sbagli, i fallimenti, i successi”, per farne tesoro per la propria vita.

“I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni”. Questa frase del profeta Gioele (3,1) è stata menzionata da Francesco durante il discorso d’apertura del Sinodo sui giovani, conclusosi una settimana fa. Una citazione che indica la strada di una riconciliazione e di una ritrovata alleanza tra le generazioni. La stagione del ’68 e della contestazione giovanile è definitivamente alle spalle. È giunta l’ora, dunque, per la riscoperta dei sogni dei nonni, affinché i ragazzi possano trovare quelle “radici” di cui spesso parla il Pontefice, linfa vitale per l’avvenire, che ha bisogno delle “ali” dei giovani.

Davvero i vecchi sognano? Non dovrebbero essere i giovani i titolari privilegiati di progetti, ideali, visioni e desiderio ardente di cambiare il mondo? I sogni davvero non hanno età, con la differenza che negli anziani il sogno è rivolto al passato e può riferirsi a conquiste ottenute o fallite, di cui essi desiderano trasmettere il testimone alle nuove generazioni perché le custodiscano o le realizzino, a seconda dei casi. Si pensi ai padri che si sacrificano sul lavoro perché i figli possano studiare o, un domani, avere una casa di proprietà. È ancora papa Francesco a ricordare spesso le nonne che, sotto i regimi comunisti, rischiando la vita, facevano battezzare di nascosto i nipotini.