La gioia del cristiano – L’esperienza della GMG del 1997

Gmg 1997

In questi tempi di Coronavirus in cui tanti hanno sofferto e soffrono nel corpo e nello spirito, vorrei condividere la mia testimonianza della GMG del 1997 e ricordare la gioia del cristiano.

Ancora adesso i contagi aumentano e ci sono tanti morti nel mondo. Parigi è adesso zona rossa…ma vorrei per un momento risalire nel tempo in questa stessa città nel 1997 e mostrare come allora come adesso nella nostra vita la Fede in Cristo può cambiare il nostro sguardo e tutta la nostra vita.

Siamo nell’Agosto 1997, stavo scoprendo piano piano la Fede autentica ma non mi ero del tutto convertita…posso dire che a Parigi incontrai il volto di Nostro Signore con Maria mediatrice, fu il luogo della mia conversione da adulta e da allora e per sempre posso cantare come l’inno di quello anno  “Maestro e Signore” eccomi.

Chi ha vissuto una volta la GMG nella sua vita sa che questa esperienza di vita è unica e che è un momento di grazia forte capace di trasfigurare una città e la vita di ognuno.

L’ho visto e mi ricordo ancora come Parigi fu trasfigurata….aveva il volto della gioia, della condivisione fraterna e della preghiera….eravamo giovani del mondo intero, un unico popolo di Dio e avevamo tutti risposto alla sua chiamata in qualche modo…. c’è stata la catena umana con migliaia di persone, c’erano catechesi in tutte le parrocchie, incontri con Papa Giovanni Paolo II, cantavamo per strada, nella metro, avevamo tutti il libro del pellegrino….non ci servivano le comodità del  mondo, non importava, dormivamo in palestre, dove era possibile….  e  l’ultima notte tutti all’Ippodromo di Longchamp all’aperto con il sacco a pelo….eravamo felici, liberi perché avevamo la vera gioia e libertà in Dio….penso che nel fondo avevamo tutti sete di verità….se incontri la verità che è Cristo  non puoi più farne almeno, solo lui ha parole di vita.

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Vorrei anche soffermarmi su due incontri particolari che ebbi in quei giorni: un signore anziano che viveva per strada e un signore musulmano.

Un giorno mentre camminavamo per strada con amici un signore anziano senza tetto ci interrogò sulla nostra fede, diceva che non credeva in Dio…mi ricordo che con gioia parlavamo con lui, alla fine prima di congedarsi gli lasciai una medaglia miracolosa e vidi la gioia nei suoi occhi, era contento…ci salutammo…..fu anche felice di constatare che durante la GMG il surplus dei pasti distribuiti ai pellegrini era poi distribuito alle persone povere….che bello!… era come un gran banchetto dove nessuno era escluso, si viveva la condivisione e il vangelo sul serio.

Un’altra volta allorché eravamo seduti con il mio gruppo per pregare il rosario all’aperto….arrivò un uomo musulmano e iniziò a fare domande sulla nostra Fede. Il nostro capo gruppo parlò un pò con lui….ma che dispiacere quando vidi certi del gruppo iniziare il rosario e tapparsi le orecchie per non sentire parlare l’uomo musulmano….il rosario era diventato un mezzo di chiusura, di non amore…il mio cuore fu molto turbato per questa mancanza di amore e uso deviato del rosario a tal punto che dopo l’evento e mentre il gruppo si era messo in cammino mi misi a piangere e a parlarne con alcuni che furono d’accordo con me.

Effatà, “Apriti”, apri il tuo cuore, la tua mente, la tua intelligenza e tutto te stesso/a a Cristo. Chi vive con la vera gioia di Cristo risorto ama il suo prossimo senza paura …il vecchio signore senza tetto e l’uomo musulmano possono interpellarci sulla nostra autenticità….erano tutti due in ricerca di senso nella loro vita, in ricerca di un confronto….chi ha Cristo in sé non ha paura del confronto e dell’incontro.

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A volte in una società sempre più violenta è un dispiacere sentire ancora oggi certi cristiani parlare con chiusura e odio, l’odio è non-amore e dunque non è di Dio….purtroppo l’uomo è tanto diviso: c’è chi non crede in Dio, c’è chi si serve di Dio ma fortunatamente c’è chi ama Dio e il suo prossimo….Papa Francesco disse che “la gioia cristiana è il respiro del cristiano”….oggi più che mai i Cristiani di ieri ed oggi hanno la responsabilità di essere i testimoni della buona novella che portò Maria con gioia ad Elisabetta, il nostro mondo ne ha tanto bisogno. Le parole di Giovanni Paolo II risuonano ancora in modo profetico:

“Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà, e con la potestà di Cristo servire l’uomo e l’umanità intera. Non abbiate paura aprite anzi spalancate le porte a Cristo, alla sua salvatrice potestà (…) Cristo sa cosa  è dentro l’uomo, solo lui lo sa (…) permettete a Cristo di parlare all’uomo, solo lui ha parole di vita, di vita eterna”

Marie- Christine Jeannenot