Il nuovo libro di Jerry Calà “Una vita da libidine” e quell’incidente che gli cambiò la vita

E’ uscito lo scorso 19 aprile, in tutte le librerie d’Italia, il primo libro del grande comico e cabarettista Jerry Calà dal titolo “Una vita da Libidine”, un libro di 228 pagine e 16 capitoli che rispolverano la nostra Italia, da Verona a Milano, alle osterie romane. Aneddoti della vita dell’attore che in pochi conoscono, come il suo incontro a New York con l’attore Woody Allen.

“Una vita da libidine” ripercorre tutta la sua vita?
Mi è stato proposto dalla Casa Editrice Sperling & Kupfer e ne sono rimasto allo stesso tempo, onorato e dubbioso perché non sono realmente uno scrittore. Così ho preso un po’ di tempo, e andando indietro con la memoria, ho capito che forse ne valeva la pena raccontare la mia vita.
Mi sono accorto che raccontando la mia vita fino adesso, racconto anche abbastanza bene il costume di un epoca e dei vari momenti che la mia vita ha attraversato.
Nel libro racconto, fra le altre cose, la storia della mia famiglia che negli anni 50 emigrò dalla Sicilia per andare a Milano, e la città milanese, all’epoca non era accogliente con i meridionali. Il mio vero nome è Calogero ed ho avuto un po’ di problemini, a quei tempi, per farmi accettare in una città del nord.

Il titolo del libro a cosa si riferisce?
Una vita da libidine, è un titolo che evidenzia l’atteggiamento che ha avuto la mia generazione, cioè l’entusiasmo che avevano e la voglia di provare a fare sempre esperienze nuove. La mia famiglia ha sempre voluto coronare i sogni.
Questo libro potrebbe essere soprattutto utile per qualche giovane. Oggi, vedo i giovani un po’ annoiati e forse troppo protetti dalle famiglie. Gli manca la spinta per raggiungere i propri obiettivi.

Leggi di più:  L’Ex Vice-Direttore de L’Osservatore Romano: "Spero che gli esiti su Medjugorje siano di buon senso ecclesiale"

Nel febbraio del 1994 è stato protagonista di un brutto incidente stradale, causato da un colpo di sonno. A seguito dell’incidente, è stato costretto a stare su una sedie a rotelle per un anno.
Quell’accaduto le ha cambiato la vita ed il modo di affrontare le giornate?
Quell’incidente ha cambiato la mia vita in meglio. Prima ero un uomo molto condizionato dal lavoro e mi deprimevo facilmente.
Quando vedi in faccia la morte, la classifica dei valori viene sconvolta e cambia. Ovviamente al primo posti metti la vita stessa, la famiglia, gli amici.
Quando vedo che sto ricadendo “in quel mio difetto” mi fermo e ripenso a quell’incidente.

Che consiglio vuole dare ai giovani che vogliono approdare al mondo dello spettacolo e del cinema?
Il consiglio che do ai giovani è quello di essere onesti con se stessi, e di capire se veramente, oltre al desiderio di diventare famosi, vi sia in loro, veramente del talento.
Chi ama questo lavoro, deve sentire un fuoco ardere dentro di sé per l’arte, il canto, la recitazione e se questo vi fosse, bisogna sempre andare avanti e sacrificarsi tantissimo.

Servizio di Rita Sberna