“A Medjugorje mi sono reso conto che il male esiste”

Danilo Bacci è un giovane ragazzo di 33 anni e abita in un piccolo paese alle porte di Roma, Monterotondo.

Per tanti anni ha lavorato nell’ambito dello spettacolo e si è diplomato come montatore cinematografico in una scuola di cinema.

Ha lavorato per alcuni anni, presso un emittente radiofonica romana.

E’ devotissimo alla Madonna di Medjugorje ecco cosa ci ha raccontato.

 

Danilo, partiamo dall’esperienza vissuta con Gesù, in un campo- scuola a Soriano in provincia di Viterbo.

Puoi raccontarci, l’ultima sera del campo- scuola, cosa accadde?

Io sono stato sempre un ragazzo con una forte fede. Faccio parte di un gruppo parrocchiale, Associazione Cattolica Ragazzi (ACR), della mia parrocchia.

Tutte l’estati, la parrocchia organizzava dei campi-scuola, con dei ragazzi dagli 8 ai 14 anni.

Ogni estate cambiavamo destinazione e quell’estate andammo a Soriano. E’ un piccolo paesino che si trova vicino Viterbo. Dopo vari giorni in cui la parrocchia ci fece testimoniare la presenza di Gesù, quella sera, Lui ci regalò la Sua reale presenza.

Era esattamente l’ultima sera che rimanevamo lì, perché il giorno dopo saremmo dovuti partire per Monterotondo. Subito dopo l’ora di cena  ci stavamo preparando per la notte. Ad un certo punto, i ragazzi mi chiesero (visto che era l’ultima sera), se potevano mettere della musica ed improvvisare una discoteca.

Io acconsentii, e a quel punto mi chiesero se con la luce della torcia, facessi degli effetti strobo.

Presi la torcia ed iniziai a fare questi effetti strobo, ad un certo momento, non so per quale motivo, puntai la torcia verso il soffitto e vidi che questo fascio di luce, questa pallina proiettata sul soffitto, si allargò piano, piano, finchè  si formò la figura del volto di Gesù ritratta nella Sindone.

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Cos’hai provato in quel momento?

All’inizio una forte emozione. La Sindone era perfetta. Si vedevano bene i capelli, la Corona di Spine, la barba. Non era un immagine sfocata ma era una figura ben definita.

In quel momento, oltre ad aver provato un po’ di emozione, mi prese anche un po’ di paura. Mi domandavo e dicevo: “Ma perché proprio a me?”.

Anche gli altri ragazzi videro questa figura, e si spaventarono. Io cercai di tranquillizzarli, dicendogli che Gesù non era venuto per farci del male ma solamente per farci del bene e farci capire che Lui esiste.

Finita questa sorta di apparizione, i ragazzi si misero a dormire.

Ad un certo punto, sentii vicino a me, una forte presenza, come se qualcuno fosse realmente accanto a me. Iniziai a sentire freddo ed un profumo inebriante di fiori, un profumo indescrivibile mi avvolse completamente.

Mi alzai per  controllare se magari ci fossero finestre aperte o profumi vari spruzzati nella stanza, ma non c’era nulla.

Poi leggendo alcuni libri, ho scoperto che il Signore si manifesta così, anche Padre Pio si manifesta con questo forte profumo di fiori.

Mi preparai per la notte, feci le mie preghiere e mi misi a dormire.

Il giorno dopo,  i ragazzi erano tutti eccitati, iniziarono a parlare di ciò che era successo la sera prima, iniziando anche a schernirmi e a ridere di me.