Padre Miguel Segura prega: “Non obbligarmi ad essere Caino”

Padre Miguel Segura è adesso uscito dall’ospedale dov’era ricoverato per Coronavirus e continua la quarantena.

Non obbligarmi ad essere Caino” era il suo appello di qualche giorno fa dal suo letto di ospedale dopo il via libera della proposta di legge sull’eutanasia in Spagna.In un contesto internazionale sempre più imbevuto del potere di pochi e dello scarto dei più deboli in una deriva eugenetica generalizzata, una difesa chiara per la vita urge ed è necessaria. Questo 22 settembre anche il Vaticano ha ribadito il suo no all’eutanasia e ad altre disposizioni sul fine vita. Lo ha affermato il cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con la presentazione della Lettera Samaritanus.

A tal proposito Padre Miguel ci ha gentilmente fatti partecipi delle sue impressioni rispondendo a qualche domanda.

La Spagna sta aprendo la strada a leggi per il fine vita…puoi dirci di più a riguardo?

È proprio quando sono arrivato in ospedale che ho visto che il Congresso ha fatto passare una proposta di legge sull’eutanasia in Spagna….per me è stata una sorpresa. Questa proposta di legge mi ha fatto riflettere, se ne parlava già prima della pandemia, ma con quello che abbiamo vissuto, con gli anziani che morivano senza potere essere accompagnati, si vede con ancora più chiarezza che la proposta di legge è in contrasto con l’esperienza di grandissima sofferenza che abbiamo avuto durante la pandemia; la vita è preziosa….così la prima cosa che ho fatto entrando in ospedale è dire di Non obbligarmi ad essere Caino” perché mi ha molto colpito che in una società se si ha il diritto di morire si ha anche il diritto di uccidere.

Non obbligarmi ad essere Caino” è stato il tuo appello di fronte alla deriva eugenetica dei nostri tempi, in che modo l’uomo moderno è chiamato ad essere il guardiano di suo fratello?

Un pò di tempo fa a Cordoba con tre gruppi di “Regnum Christi” (medici, magistrati, farmacisti..) si è voluto studiare la legge a fondo con le differenze tra l’eutanasia attiva, passiva o ancora il suicidio assistito…questi tipi di leggi sono pieni di errori, in realtà non si cerca ne la dignità umana, ne la vita, ne il diritto alla vita…c’è una grave perversione perché queste leggi educano e provocano molti problemi sociali e modi di vedere noi stessi, la vita, la nostra famiglia. Anche la professione medica genererà molta paura e sfiducia.

Abbiamo allora deciso di offrire un’alternativa all’eutanasia: sviluppare nel migliore dei modi le cure palliative, abbiamo così fatto il manifesto “Non obbligarmi ad essere Caino”. Vogliamo farlo conoscere, e sottolineare che l’eutanasia è una menzogna. Possiamo aiutare la gente ad avere una morte degna ma con l’Amore e il sentirci accolti …il contrario è gravissimo, credo che una legge pro eutanasia è un’incitazione al suicidio, questo è un delitto ed è inaccettabile…una società non può incitare a pensare al suicidio, questa non può essere una società sana.

Non obbligarmi ad essere Caino” permette di riflettere in positivo su le cure palliative in alternativa a una mentalità piena di errori gravi a proposito della dignità delle persone, della verità, della vita e del senso della libertà senza più connessione con il bene (non c’è più la capacità di scegliere il bene o il male).

Che vorresti dire ai nostri lettori?

Vorrei dire che il male avanza quando c’è una inoperosità dei cristiani, noi cristiani siamo sale della terra, luce del mondo…dobbiamo essere luce anche nelle tenebre, non possiamo rimanere con le braccia incrociate mentre la gente cammina sulla strada dell’errore…quindi voglio fare un appello alla militanza a non essere inoperosi, a non cadere nelle omissioni, ma chiediamoci se stiamo facendo qualcosa. La risposta è nel manifesto (“Non obbligarmi ad essere Caino”) ma anche in ogni iniziativa cristiana. Cerchiamo di trasmettere con i nostri talenti quello che Dio ci ha dato, quello che possiamo condividere con gli altri…adesso dobbiamo essere chiari, dobbiamo essere pure amabili e ragionevoli, e metterci sempre nei panni degli altri….oltre alla chiarezza bisogna essere molto caritatevoli con gli altri e con chi non pensa come noi. Dobbiamo prendere la strada della “Verità nella Carità” come dice San Paolo. Invito i lettori a pensare a quello che ognuno può fare a favore della verità in ogni campo, in questo campo della vita siamo tanti credenti, non soltanto credenti in Cristo, alcuni non hanno ancora la fortuna di conoscere l’Amore di Dio in Cristo in una relazione continua con Dio che è il bene assoluto e la verità….ci sono anche persone di altre religioni che sono in favore della vita, possiamo condividere le nostre prospettive ed illuminare gli altri con l’umiltà.

…a Papa Francesco?

Semplicemente volevo dire che la posizione della Chiesa e quindi di Papa Francesco è chiarissima dal punto di vista dottrinale. Il Papa difende la vita, l’ha fatto molte volte e ultimamente con l’ultimo documento della Congregazione della dottrina della Fede.

Papa Francesco essendo il vicario di Cristo ci aiuta anche a riflettere attraverso i suoi gesti sulla dignità di ogni persona, attraverso il suo atteggiamento si può capire lo sforzo del Santo Padre per aiutarci a vincere l’individualismo…Papa Francesco con tutti i sui gesti verso ogni persona ci fa capire come in realtà siamo tutti fratelli e dobbiamo avere un interesse verso l’altro che va altre ogni interesse individuale….vorrei chiedere a Papa Francesco la sua preghiera d’intercessione per la situazione in cui ci troviamo in Spagna..lui è il Pontifex, Pontifice, il ponte tra noi e Dio.

Penso che deve essere pure molto doloroso per il Santo Papa vedere i suoi figli spirituali cadere nell’errore ed essere ingannati…la bontà e la verità si oppongono quando nel nome di una certa “bontà” verso chi soffre si arriva a proporre di ucciderlo, questo è un grave errore e quindi confido nella preghiera del Papa e mi auguro che tutti noi cattolici capiamo quello che lui ci vuole insegnare attraverso tanti tantissimi gesti di interesse e di amore per l’altro.

di Marie- christine J.

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