Qual è la più grande sofferenza del purgatorio? Ce lo svela santa Caterina da Genova

Le anime del purgatorio ricevono l’immensa misericordia di Dio nonostante le loro tante sofferenze.

Nella Divina Commedia di Dante, nel nono canto troviamo il guardiano angelico alla porta del Purgatorio che mostra le chiavi, al quale Dante gli mette in bocca queste parole rivolte agli ascoltatori:

Da Pier le tegno; e dissemi ch’i’ erri 
anzi ad aprir ch’a tenerla serrata,
pur che la gente a’ piedi mi s’atter
ri.

Il Purgatorio sia nel testo di Dante ma anche come ci insegna la Chiesa, lo si può comprendere solo con l’immensa Misericordia di Dio. Non è inteso come infatti un luogo di punizione ma come un luogo in cui l’anima si prepara per entrare in Paradiso.

Il 2 novembre infatti la Chiesa, ci invita a pregare per i nostri cari defunti, i quali crediamo e speriamo che siano in Purgatorio.

Quest’anno Dante è nel suo 700° anniversario dalla morte, potremmo pregare una preghiera per la sua anima.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica offre questa definizione della dottrina del Purgatorio:

“Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo” (CCC 1030).

Il Purgatorio è uno Stadio Intermedio come lo definiva San John Henry Newman.

Santa Caterina da Genova (1447-1510) così parla del purgatorio nel suo Trattato: “L’Onnipotente è così puro… che se una persona è consapevole della benché minima traccia di imperfezione e allo stesso tempo comprende che il Purgatorio è ordinato per eliminare queste imperfezioni, l’anima entra in questo luogo di purificazione felice di accettare una misericordia così grande di Dio. La sofferenza peggiore di queste anime sofferenti è aver peccato contro la divina Bontà e non essere state perfette in questa vita”.

Preghiera per le anime più dimenticate del Purgatorio

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Gesù, per la mortale agonia che patisti nell’Orto del Getsemani, per i dolori acerbissimi che soffristi durante la Flagellazione e la Coronazione di Spine, lungo la salita al Monte Calvario, durante la Tua Crocefis-sione e Morte, abbi pietà delle anime del Purgatorio e, in particolare, del-le anime più dimenticate! Liberale dai loro tormenti, chiamale a Te e accoglile fra le Tue braccia in Paradiso!Padre Nostro… Ave Maria… Requiem aeternam… Amen.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna