Quando un angelo custode baciò la mano di Padre Pio

foto di Elia Stelluto

Fatti prodigiosi accaduti alle anime dopo aver parlato con Padre Pio: interventi degli angeli raccontati anche da un sacerdote.

 Sappiamo bene che Padre Pio ha sempre dato importanza agli angeli custodi, raccomandava sempre ai suoi figli spirituali di pregarli e di invocarne l’aiuto. Molti inviavano i loro angeli nella notte a Padre Pio, portavano a lui i messaggi dei loro custoditi e la mattina Padre Pio aveva realmente pregato per quelle intenzioni riferitegli dai messaggeri celesti. Lui aveva un rapporto molto particolare con il suo angelo custode.

Giovanni Siena, era un suo figlio spirituale e negli anni 50 mise al corrente Padre Pio di avere scritto un libro sugli spiriti celesti chiamato “L’ora degli angeli”, in quell’occasione, Padre Pio, venuto a conoscenza di ciò, stette molto tempo a riflettere e dopo un po’ disse: «Anch’io sono convinto che questa è l’ora degli angeli».

Padre Pio a Giovanni Siena, una volta davanti ad altre persone predisse che avrebbe avuto nove bambini come i nove cori degli angeli.

Ma questo è soltanto uno dei tantissimi episodi che riguardano Padre Pio e gli angeli.

“Le voci dalla montagna”

Margherita Cassano era un’altra figlia spirituale di Padre Pio che si era trasferita a vivere da Bari a San Giovanni Rotondo ed abitava in una casupola nel rione Santa Croce. La mattina per essere puntuale a messa, partiva da casa alle 4,00 ma d’inverno camminare sola per strada le metteva paura e angoscia.

Un giorno disse al sacerdote: «Padre, fatemi trovare una casa più vicina al convento. Ho paura, a volte sento voci dalla montagna». E padre Pio la rassicurò: «Perché hai paura? Quando la chiesa è lontana, gli angeli contano i passi». 

Padre Pio e le commissioni che affidava all’angelo custode

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Padre Pio diceva sempre sull’angelo custode: «L’angelo è obbedientissimo. E’ obbediente e pieno di sollecitudine». Infatti, non era una novità che Padre Pio gli affidasse delle vere e proprie commissioni da svolgere.

Una volta in chiesa vi era don Giorgio Ranotto che disse tra se: “Il padre ci dice sempre di servirci dell’angelo custode. Voglio fare la prova”. Così chiese al suo angelo di andare dal cappuccino a baciargli la mano per lui. Ed intanto fissò padre Pio. Dopo un istante, vide padre Pio fare un cenno di assenso col capo, mentre sollevava la mano dal ripiano dell’inginocchiatoio, come per porgerla a qualcuno.

Preghiera all’angelo custode

Angelo benignissimo, mio custode, tutore e maestro, mia guida e difesa, mio sapientissimo consigliere e amico fedelissimo, a te io sono stato raccomandato, per la bontà del Signore, dal giorno in cui nacqui fino all’ultima ora della mia vita. Quanta riverenza di debbo, sapendo che mi sei dovunque e sempre vicino!

Con quanta riconoscenza ti devo ringraziare per l’amore che nutri per me, quale e quanta confidenza per saperti il mio assistente e difensore! Insegnami, Angelo Santo, correggimi, proteggimi, custodiscimi e guidami per il diritto e sicuro cammino alla Santa Città di Dio.

Non permettere che io faccia cose che offendano la tua santità e la tua purezza. Presenta i miei desideri al Signore, offrigli le mie orazioni, mostragli le mie miserie e impetrami il rimedio di esse dalla sua infinita bontà e dalla materna intercessione di Maria Santissima, tua Regina. Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d’animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto e specialmente nell’ultimo giorno della mia vita, siimi scudo contro il demonio.

In grazia della tua difesa e della tua guida, ottienimi infine di entrare nella tua gloriosa dimora, dove per tutta l’eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare assieme a te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina. Amen.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna