Stavo morendo avvelenato ma Padre Pio mi ha salvato la vita!

Stavo morendo avvelenato ma Padre Pio mi ha salvato la vita!

Stavo morendo avvelenato ma Padre Pio mi ha salvato la vita!

#GiancarloGenova, è un #giocatore di #football #americano della #squadra dei #Warriors di #Bologna.
La sua storia ha inizio una sera, quando lui e la sua ex ragazza decidono di cucinare un paniere di funghi per cena, che avevano raccolto qualche ora prima.

Giancarlo, cos’è successo quella sera esattamente?
L’8 ottobre, il padre della mia ex ragazza, colse un paniere di funghi e lo portò a casa nostra. All’epoca io e la mia ragazza convivevamo.
Inavvertitamente, nel paniere era capitata una amanita phalloides, il fungo più velenoso che ci sia.
Una volta cucinati questi funghi, li abbiamo mangiati.
La mattina seguente, dopo circa 9 ore, sono stato colto dai primi sintomi di avvelenamento.
Sono stato urgentemente trasportato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove per 5 giorni ho resistito in preda ad un epatite fulminante, nell’attesa di ricevere con un trapianto, un fegato compatibile.

La tua ex ragazza, nel corso della cena, si è sentita male?
Ha avuto gli stessi sintomi, ma in maniera molto lieve, perché aveva ingerito funghi contaminati ma allo stesso tempo, commestibili.

Una volta ricoverato, i medici ti hanno fatto dei trattamenti specifici, per salvaguardare il fegato, come ad esempio: le lavande gastriche. Ma il fungo aveva già contaminato tutto l’apparato digerente e quindi la terapia, seppur molto pesante, non è servita. Sono passati subito al trapianto.
Cosa ricordi di quei giorni che precedevano l’operazione?
Ricordo soprattutto, il mio continuo rigettare, dovuto allo stomaco. Ero preso sia dal panico che dal malore.
Fino a che, 2 giorni dopo il mio ricovero, ho avuto un blackout, in seguito ad una reazione allergica, dovuta ad un tipo di farmaco che nessuno sapeva, neanche io.

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