1. Introduzione e carriera

Michele Cucuzza, giornalista e conduttore televisivo siciliano, racconta il suo lungo percorso professionale iniziato nel 1973. Dopo anni nei telegiornali, approda alla Rai conducendo programmi come La vita in diretta e Uno Mattina. Oggi è alla guida di Buon Pomeriggio su Telenorba, un format che unisce attualità, spettacolo e approfondimenti locali.

2. L’impegno sociale

Cucuzza spiega perché ha scelto di sostenere realtà come l’Istituto Oncologico di Rimini: chi lavora nell’informazione è “privilegiato” e ha il dovere morale di essere vicino a chi soffre. Cita l’esempio americano, dove il coinvolgimento sociale dei personaggi pubblici è molto diffuso.

3. I programmi più significativi

Tra le esperienze più importanti ricorda:

  • i dieci anni al Tg2, fondamentali per un giornalista;
  • i reportage internazionali (paesi dell’Est, guerra del Kosovo, ecc.);
  • l’innovazione de La vita in diretta, che univa informazione e intrattenimento, formula oggi molto diffusa;
  • l’attuale esperienza a Buon Pomeriggio, che considera una naturale continuazione di quel percorso.

4. Il cammino spirituale

Cucuzza racconta un percorso interiore maturato negli anni:

  • proviene da una famiglia cattolica e ha studiato dai Salesiani;
  • come molti giovani del ’68 si è allontanato dalla pratica religiosa;
  • oggi vive una ricerca spirituale rivolta all’interiorità, in contrasto con l’“io ipertrofico” dei social;
  • parla di meditazione, silenzio, introspezione come vie per comprendere il senso dell’esistenza;
  • riconosce che non esistono risposte definitive, ma il cammino lo commuove e lo fa sentire parte di qualcosa di più grande.

5. La devozione a San Pio

Inizialmente scettico, racconta che molte testimonianze sincere lo hanno portato a guardare con maggiore rispetto alla figura di Padre Pio. Oggi vive questa apertura con discrezione e attesa.

6. Il giudizio su Papa Francesco

Cucuzza esprime grande apprezzamento per Papa Francesco, definendolo:

  • una figura epocale;
  • capace di parlare a tutti, credenti e non;
  • un ponte verso la modernità per la Chiesa;
  • un pastore di straordinaria umanità, citando la frase: “Chi sono io per giudicare una coppia gay?”

7. Medjugorje

Non essendoci mai stato, non dà giudizi personali. Riconosce però che molte persone vivono esperienze spirituali significative. Nota anche la prudenza con cui il Vaticano sta valutando il fenomeno.