Home Testimonianze di Fede Testimonianza vocazionale di don Antonio Mattatelli

Testimonianza vocazionale di don Antonio Mattatelli

Don Antonio Mattatelli racconta la sua storia vocazionale partendo dalle radici: nasce il 29 aprile 1972 in Basilicata, in una famiglia profondamente legata alla tradizione contadina e alla fede cattolica. Ricorda con affetto l’ambiente semplice e genuino della sua infanzia, segnata da una forte devozione mariana e da un clima familiare ricco di valori cristiani. «Io da questa tradizione ricca di fede provengo» .

La sua serenità infantile viene però spezzata da due eventi dolorosi: la morte di due amici in un incidente e, poco dopo, la perdita della madre. Questi traumi lo spingono a un ritorno più profondo alla fede. Una sera, quasi senza rendersene conto, pronuncia davanti al parroco le parole che cambieranno la sua vita: «Io vorrei diventare sacerdote» .

Entra in seminario nel 1991: gli studi lo entusiasmano, ma l’inserimento umano è difficile a causa della sua timidezza. L’esperienza della preghiera, dell’Eucaristia e della devozione mariana diventano i pilastri della sua formazione. Nel 1997 viene ordinato sacerdote.

Un momento decisivo è l’incontro con il Rinnovamento nello Spirito, che gli fa scoprire i carismi, la preghiera di lode e una nuova profondità spirituale. Da qui nasce anche la sua sensibilità verso le persone afflitte da disturbi spirituali e il cammino che lo porterà a diventare esorcista. Dopo anni di discernimento e permessi occasionali, nel 2010 riceve la nomina ufficiale dal vescovo.

Don Antonio vive il ministero con passione, soprattutto verso i giovani e l’evangelizzazione. Si definisce un sacerdote felice, pur riconoscendo le fatiche e le fragilità del cammino. La sua vita spirituale è profondamente mariana: si è consacrato a Maria secondo san Luigi Maria Grignion de Montfort e considera la Madonna la guida costante della sua vocazione.

Il passo del Vangelo che riassume la sua missione è il mandato di Gesù in Marco 16: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo». Per lui, essere sacerdote significa annunciare Cristo senza sosta, fino all’ultimo respiro.