Aleppo, l’esperienza di chi è nato e cresciuto lì: Don Joseph Bazouzou

Aleppo, l’esperienza di chi è nato e cresciuto lì: Don Joseph Bazouzou

Don Joseph Bazouzou è amministratore apostolico armeni cattolici di Atene, ha vissuto da vicino e in primo piano l’atroce situazione che si è creata ad Aleppo a causa della guerra.

Aleppo è una città di musulmani e cristiani che ormai da diversi anni, è martoriata dalla guerra e dalla presenza dell’Isis.

Padre Joseph è nato ed è cresciuto proprio lì.

 

Sua madre e i suoi fratelli vivono ancora ad Aleppo?

Io personalmente ho lasciato Aleppo circa due anni fa perché sono stato nominato dal Papa, amministratore apostolico della Grecia, e riguardo il bombardamento la situazione si è migliorata però la gente non vive ancora in sicurezza, vivono diverse difficoltà e lottano per resistere su diversi livelli.

La mia famiglia vive ancora lì.

Ad Aleppo era parroco della Chiesa della Santissima Trinità ed è proprio ad Aleppo che ha scoperto di avere la vocazione al sacerdozio?

Io sono di origine armeno e sono nato ad Aleppo, sono stato ordinato sacerdote nell’86, diocesano di Aleppo e faccio parte della Congregazione “Figli dell’amore Misericordioso” di Madre Speranza.

Per 28 anni sono stato ad Aleppo come parroco, al tribunale ecclesiastico e per 3 anni a Roma come Rettore del Pontificio armeno.

Nella città di Aleppo i cristiani vivono una fede abbastanza profonda, e questo lo si sente subito nei quartieri di Aleppo dove vivono i cristiani.

Proprio lì, sono nate (oltre alla mia) tante vocazioni sacerdotali e religiose durante il corso della storia.

I cattolici e gli ortodossi sono stati abituati a pregare insieme?

Riguardo all’ecumenismo nella città di Aleppo, forse potrei dire che è l’unica città al mondo dove i cristiani vivono l’ecumenismo a livello molto alto, c’è una grande collaborazione e vicinanza tra i cristiani e gli ortodossi. Per esempio oltre all’incontro di tutti i Vescovi cattolici, una volta al mese s’incontrano tutti i Vescovi anche ortodossi insieme ai cattolici e ci sono anche due chiese evangeliche.

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Quando ad esempio ci sono degli incontri davanti al Governo, si presentano tutti come “la Chiesa di Aleppo e i cristiani di Aleppo”, non si presentano i riti da soli ma tutti insieme in collaborazione.

Con la guerra questa collaborazione si è rafforzata ancora di più.

Quante famiglie sono rimaste attualmente ad Aleppo?

Fino ad oggi non c’è una statistica molto precisa, quando ad esempio chiediamo ai Vescovi loro dicono, che tanti sono emigrati e non ci sono più ma ancora ci sono delle famiglie.

Però in percentuale possiamo dire che più del 40% sono partiti.