Angelus :” Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”

Il Vangelo odierno si apre con la scena di “alcuni che criticano Gesù”. “Vedendolo in compagnia di pubblicani e peccatori, dicono con sdegno: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”. Questa affermazione, sottolinea il Papa all’Angelus, è in realtà “un annuncio meraviglioso”: “Gesù accoglie i peccatori e mangia con loro”

Dio accoglie noi peccatori

Gesù è contento di accoglierci alla sua mensa, dove offre sé stesso per noi. È la frase che potremmo scrivere sulle porte delle nostre chiese: “Qui Gesù accoglie i peccatori e li invita alla sua mensa”.

Gesu’ cerca la pecora smarrita

Il vangelo di oggi, ci dice Papa Francesco, si intreccia in 3 parabole meravigliose. La prima è quella della pecora smarrita. “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta?”

Una persona di buon senso no: fa due calcoli e ne sacrifica una per mantenere le novantanove. Dio invece non si rassegna, a Lui stai a cuore proprio tu che ancora non conosci la bellezza del suo amore, tu che non hai ancora accolto Gesù al centro della tua vita, tu che non riesci a superare il tuo peccato, tu che forse per le cose brutte che sono accadute nella tua vita non credi nell’amore.

Non avere paura: Dio ti ama, ti ama come sei e sa che solo il suo amore può cambiare la tua vita.

La Dracma perduta

Nella seconda parabola, tu sei quella piccola moneta che il Signore non si rassegna a perdere e cerca senza sosta: vuole dirti che sei prezioso ai suoi occhi, che sei unico.

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Nessuno ti può sostituire nel cuore di Dio. Tu hai un posto, sei tu, e nessuno può sostituirti.

Il figlio perduto e poi ritrovato

L’ amore infinito di Dio per noi peccatori, che è il cuore del Vangelo, può essere rifiutato. È quello che fa il figlio maggiore della parabola. Egli non capisce l’amore in quel momento e ha in mente più un padrone che un padre. È un rischio anche per noi: credere in un dio più rigoroso che misericordioso, un dio che sconfigge il male con la potenza piuttosto che col perdono.

Anche noi sbagliamo quando ci crediamo giusti, quando pensiamo che i cattivi siano gli altri. Non crediamoci buoni, perché da soli, senza l’aiuto di Dio che è buono, non sappiamo vincere il male.

Dio sempre ci aspetta, non si stanca, non si perde d’animo. Perché siamo noi, ciascuno di noi quel figlio riabbracciato, quella moneta ritrovata, quella pecora accarezzata e rimessa in spalla.

Solo l’amore di Dio ci cambia la vita

Come si fa a sconfiggere il male? Accogliendo il perdono di Dio e il perdono dei fratelli. Succede ogni volta che andiamo a confessarci: lì riceviamo l’amore del Padre che vince il nostro peccato: non c’è più, Dio lo dimentica. Dio, quando perdona, perde la memoria, dimentica i nostri peccati, dimentica. È tanto buono Dio con noi!

Fratelli e sorelle, coraggio, con Dio nessun peccato ha l’ultima parola.

Saluti finali

La settimana scorsa è stato realizzato il lungamente atteso scambio di prigionieri tra la Federazione Russa e l’Ucraina. Il Papa si rallegra per le persone liberate, le quali hanno potuto riabbracciare i propri cari, e continua a pregare per una rapida fine del conflitto e per la pace duratura in Ucraina orientale.

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Ieri a Forlì è stata proclamata Beata Benedetta Bianchi Porro, morta nel 1964 a soli 28 anni. Tutta la sua vita è stata segnata dalla malattia, e il Signore le ha dato la grazia di sopportarla, anzi, di trasformarla in testimonianza luminosa di fede e di amore. E oggi a Limburg (Germania) è proclamato Beato padre Riccardo Henkes, sacerdote pallottino, ucciso in odio alla fede a Dachau nel 1945.

Saluta i fedeli dell’Honduras e della Bolivia; i giovani imprenditori africani impegnati ad operare insieme – harambe – per il futuro dell’Africa; e il pellegrinaggio con automobili elettriche proveniente dalla Polonia. Saluta i militari riuniti nel ricordo del Servo di Dio Padre Gianfranco Chiti; le Suore Oblate del Santissimo Redentore; i fedeli di Montecchio Emilia con gli amici venezuelani; e i cresimandi di Crotone. Saluta il gruppo dell’UNITALSI e benedice il grande pellegrinaggio nazionale a Lourdes che si svolgerà nei prossimi giorni.

Emanuele Maida