Angelus: “Nessuno donna, ti condanna? Cristo salva l’umanita’”

All’angelus il Papa riflette sull’episodio della donna adultera. Due atteggiamenti contrapposti : quello dei farisei e quello di Gesu’. La misericordia di Dio non condanna ma apre a nuove vie e strade.

Siamo chiamati a non condannare nessuno ma a riconoscerci peccatori e a chiedere il perdono di Dio che apre a noi nuove vie e nuove strade. La riflessione del Papa parte dalla misericordia di Dio nell’episodio della donna adultera. Qui si contrappongono 2 diverse reazioni : quella dei farisei e quella di Gesu’. I Farisei vorrebbero condannare la donna, Gesu’ vuole salvarla. I farisei cercano di prenderlo in “fallo” , se Gesu’ avesse detto di no alla lapidazione sarebbe andato contro la legge di Mose’, mentre il si di Gesu’ sarebbe servito a condannarlo davanti all’autorita’ di Roma

No alle pietre di condanna, si alla condizione di peccatori

Gesu’ prima di tutto rimane per un po’ in silenzio, e si china a scrivere col dito per terra, quasi a ricordare che l’unico Legislatore e Giudice è Dio che aveva scritto la Legge sulla pietra, e poi dice che chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Gesu’ vuole cosi fare appello alle coscienze di quegli uomini che si sentivano “paladini della giustizia”, richiamandoli alla loro condizione di peccatori.

Chiediamo perdono a Dio e ricominciamo

Rimangono solo Gesù e la donna, là in mezzo: «la misera e la misericordia», dice Sant’Agostino. Gesù è l’unico senza colpa, l’unico che potrebbe scagliare la pietra contro di lei, ma non lo fa, perché Dio “non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva”. Gesu’ apre nuove vie con il suo perdono e la sua misericordia.

Gesù apre davanti a lei una strada nuova, creata dalla misericordia, una strada che richiede il suo impegno di non peccare più. È un invito che vale per ognuno di noi: Gesù quando ci perdona ci apre sempre una strada nuova per andare avanti. In questo tempo di Quaresima siamo chiamati a riconoscerci peccatori e a chiedere perdono a Dio. E il perdono, a sua volta, mentre ci riconcilia e ci dona la pace, ci fa ricominciare una storia rinnovata.

Saluti finali

Il Papa saluta tutti i presenti, fedeli di Roma e di tante parti del mondo. Oggi sono presenti tanti alunni delle scuole! Saluta gli studenti spagnoli di La Coruña e di Albacete; quelli di Telfs (Austria) e di Colmar (Francia).Saluta gli studenti di Bologna, Nicosia e Genova, come pure quelli delle scuole Lasalliane di Torino e Vercelli, che ricordano il terzo centenario della morte di S. Giovanni Battista de la Salle.

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Pensiero speciale lo rivolge ai ragazzi della Cresima di Settignano, Scandicci, e quelli della diocesi di Saluzzo, accompagnati dal loro Vescovo Mons. Cristiano Bodo.

Saluta infine i ragazzi quattordicenni del Decanato “Romana Vittoria” di Milano, i fedeli di Pescara, Napoli e Terni.

Emanuele Maida