Angelus: “Trasfigurazione, anticipo di salvezza”

Traendo spunto dall’odierna lettura del vangelo di Luca, Papa Francesco si sofferma sul significato evangelico della Trasfigurazione di Gesu’, cercando di calarla nella vita di ogni cristiano.

Le varie “forme” di dolore , sofferenze e difficolta’ sono dei passaggi necessari anche se temporanei, per capire al meglio il volto luminoso di Cristo.

Attraverso la croce il cristiano arriva alla vita eterna

La Trasfigurazione si compie in un momento ben preciso della missione di Cristo, cioè dopo che Lui ha confidato ai discepoli di dover «soffrire molto, venire ucciso e risuscitare il terzo giorno» . Gesù sa che loro non accettano questa realtà – la realtà della croce, la realtà della morte di Gesù –, e allora vuole prepararli a sopportare lo scandalo della passione e della morte di croce, perché sappiano che questa è la via attraverso la quale il Padre celeste farà giungere alla gloria il suo Figlio, risuscitandolo dai morti. E questa sarà anche la via dei discepoli: nessuno arriva alla vita eterna se non seguendo Gesù, portando la propria croce nella vita terrena. Ognuno di noi, ha la propria croce. Il Signore ci fa vedere la fine di questo percorso che è la Risurrezione, la bellezza, portando la propria croce.

La Trasfigurazione, luce di salvezza

La Trasfigurazione di Cristo ci mostra la prospettiva cristiana della sofferenza. Non è un sadomasochismo la sofferenza: essa è un passaggio necessario ma transitorio. Il punto di arrivo a cui siamo chiamati è luminoso come il volto di Cristo trasfigurato: in Lui è la salvezza, la beatitudine, la luce, l’amore di Dio senza limiti.

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Mostrando così la sua gloria, Gesù ci assicura che la croce, le prove, le difficoltà nelle quali ci dibattiamo hanno la loro soluzione e il loro superamento nella Pasqua. Perciò, in questa Quaresima, saliamo anche noi sul monte con Gesù! Ma in che modo? Con la preghiera. Saliamo al monte con la preghiera: la preghiera silenziosa, la preghiera del cuore, la preghiera sempre cercando il Signore. Rimaniamo qualche momento in raccoglimento, ogni giorno un pochettino, fissiamo lo sguardo interiore sul suo volto e lasciamo che la sua luce ci pervada e si irradi nella nostra vita.

La preghiera irradia la nostra vita di luce

La preghiera in Cristo e nello Spirito Santo trasforma la persona dall’interno e può illuminare gli altri e il mondo circostante. L’Evangelista Luca insiste sul fatto che Gesù si trasfigurò «mentre pregava». Si era immerso in un colloquio intimo con il Padre, in cui risuonavano anche la Legge e i Profeti – Mosè ed Elia – e mentre aderiva con tutto Sé stesso alla volontà di salvezza del Padre, compresa la croce, la gloria di Dio lo invase trasparendo anche all’esterno.

Proseguiamo con gioia il nostro itinerario quaresimale. Diamo spazio alla preghiera e alla Parola di Dio, che abbondantemente la liturgia ci propone in questi giorni. La Vergine Maria ci insegni a rimanere con Gesù anche quando non lo capiamo e non lo comprendiamo. Perché solo rimanendo con Lui vedremo la sua gloria.

Attentato e vicinanza ai fratelli musulmani

Papa Francesco esprime la sua vicinanza all’orribile attentato contro due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda , invitando tutti noi a pregare e compiere gesti di pace per contrastare l’odio e la violenza. Saluta infine i fedeli di Roma e di tante parti del mondo. Saluta i pellegrini della Polonia, quelli di Valencia in Spagna, e quelli di Cajazeiras in Brasile e Benguela in Angola. Saluta i gruppi parrocchiali provenienti da Verona, Quarto di Napoli e Castel del Piano di Perugia; gli alunni di Corleone, i chierichetti di Brembo in Dalmine e l’associazione “Uno a Cento” di Padova.

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Emanuele Maida.