Beato Pio (Ludwik) Bartosik : saper essere luce nel buio

Ludwik Bartosik nacque il 21 agosto 1909 a Kokanin in Polonia, in una famiglia molto povera. Dopo gli studi liceali, fu accolto nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, dove, l’8 settembre 1927, professò i primi voti col nome di fra Pio. Fu ordinato sacerdote il 23 giugno 1935. Dopo la prima destinazione nel convento di Krosno, fu scelto da san Massimiliano Kolbe come suo collaboratore nelle opere stabilite nel convento di Niepokalanów. Il 19 settembre 1939, con una quarantina di altri confratelli compreso padre Kolbe, fu imprigionato dai tedeschi e passò all’incirca tre mesi nei campi di concentramento di Lamsdorf, Amtitz e Ostrzeszów. Una seconda volta venne arrestato il 17 febbraio 1941, nuovamente con padre Kolbe, padre Antonio Bajewski ed altri due frati. Anche lì, come nella precedente detenzione, sopportò con pazienza ogni tormento. Infine, il 4 aprile 1941, padre Pio fu deportato con padre Antonio nel campo di concentramento di Auschwitz dove morì.

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo , la pace del Signore Risorto penetri nel vostro cuore ! La storia di Fra Pio è la storia di un uomo che come tanti è passato per l’inferno di Auschwitz, inferno causato dall’odio dell’ uomo che quando dimentica le leggi del Signore e il suo comandamento dell’Amore uccide e diventa mortifero , invece di essere portatore di luce così com’era nel sogno di Dio al momento della creazione. La giornata della memoria , infatti ci ricorda anche quest’aspetto dell’umanità : la lontananza da Dio e l’ idolatria dell’uomo che si innalza a re e signore del popolo , schiacciando la libertà dell’altro e decidendo chi debba vivere e chi no a seconda dell’appartenenza ad un popolo o ad una cultura. C’è però chi con fiducia nel Signore Risorto e vivo , sa passare lungo la sofferenza e l’odio sapendo riempire le circostanza di amore , quello vero , quello che porta luce , quello che è sale che dona senso anche al non-senso . Come si può amare infatti  in un campo di concentramento , lì dove tutto parla di violenza e di distruzione? Questo però ce l’ha insegnato il Vangelo predicato da Nostro Signore Gesù Cristo . Infatti proprio ieri abbiamo ascoltato :“Voi siete il sale della terra; Voi siete la luce del mondo; né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti” Davvero allora queste figure di santità che sono passate persino in mezzo alla cattiveria e alla morte ci insegnano ad essere sale e luce , cioè a saper donare senso , luce alle cose e alle circostanza che viviamo e non rinchiudendoci nei nostri ragionamenti  e nelle nostre ribellioni . Certamente davanti alla morte e all’odio tutti siamo scossi , ci domandiamo il perchè , forse gridiamo anche verso Dio domandando la sua presenza , ma se solo ci fermassimo un momento e capissimo che Dio ci ha detto “AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO” e non uccidilo ,allora capiremmo che non è colpa del Signore , ma del cuore duro e di pietra di uomini che non si lasciano incontrare dall’Amore di Dio . Questo accade anche nella nostra quotidianità , carissimi miei . Quante situazioni difficili la vita ci pone innanzi , ma la speranza del cristiano dimora nel saper dare a tutto quel che vive una luce nuova , un sapore nuovo ,cioè vivere tutto con la consapevolezza , anzi nella certezza che Dio vive accanto a noi , anzi con noi , in noi quel momento . Non fugge via ,  ma rimane accanto al nostro cuore sussurrando al cuore ferito :” Non temere , ci sono io . Viviamo insieme tutto quello che la tua condizione umana ti pone innanzi . Non avere paura , la mia mano ti sostiene e la mia luce gentile e tenera ti guida “.Carissimi vivendo così potremo ammirare come la luce sperimentata da un incontro con un Dio vivo e che si prende cura della nostra vita , si espanderà nella vita degli altri , delle persone che ci stanno accanto e saremo luce per rischiarare le tenebre delle persone che soffrono a causa dell’ingiustizia e dell’odio perchè forse vedranno nella nostra vita una semplice candela che saprà indicare la via che conduce a Dio che è l’amore che non abbandona . Il Beato Pio è stato una luce nella notte dell’odio , una luce per tutti noi che viviamo in una società che delle volte non è capace di donare amore e perciò riversa solamente violenza ingiustificata che oggi più che mai bisogna combattere e denunciare con la nostra testimonianza di pace e di amore .

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Francesco Pio Petrachi

Per entrare nel  mistero