Come si vive felici in questa vita?

Per vivere felici bisogna soffermarsi alla bellezza della vita stessa.

 Il mare, il cielo, l’aria, gli alberi e la natura in generale … tutto è bellezza ed è stato creato da Dio; a volte però non notiamo la bellezza perché la nostra natura stessa, macchiata dal peccato, ci mostra una visione distorta delle cose. Spesso non riusciamo a vedere gli altri per come sono realmente proprio per la nostra natura umana corrotta dal peccato.

Il cielo, il mare ecc… possono riflettere anche i nostri stati d’animo, se pensiamo alla pioggia a volte essa ci rattrista l’anima o se pensiamo al sole che ci trasmette gioia .. da qui si capisce come tutto è collegato a noi.

Non sempre siamo in grado di vedere la realtà per come essa è; ma la felicità sta proprio in questo, nel vedere le cose reali per come esse si presentano e accettarle così come sono.

Che idea mi faccio delle persone?

Questa è un’altra domanda che mi pongo anzi ci dobbiamo porre spesso: le persone ci sorprendono, possono avere reazioni diverse in situazioni diverse, a volte ci sembra di conoscere le persone ma in realtà non le conosciamo mai fino in fondo: nemmeno noi stessi ci conosciamo a fondo.

La realtà può essere distorta, e a volte le giudichiamo sbagliando.

Non sempre ciò che pensiamo è la realtà.

Vivere di speranza

Bisogna sempre vivere con la consapevolezza e la certezza che viene dalla speranza che il domani sarà sempre meglio dell’oggi.

Le speranze sono collegate alle aspettative che ognuno di noi si costruisce nella propria mente, bisogna ripetersi nella mente “andrà tutto bene” in questo modo l’uomo vive di speranza.

Vivere il presente come un dono

Una volta che abbiamo imparato a sperare bisogna vivere il presente come un dono, ed imparare a sentirsi amati nonostante le pene e le fatiche di ogni giorno.

Bisogna imparare a credere e sperare nell’impossibile ma soprattutto credere in Dio che tutto può.

Preghiera per la vita

O Dio, amante

e fonte della vita,

noi ti lodiamo,

ti glorifichiamo,

ti diciamo la

nostra gratitudine

ammirata e gioiosa

per il dono della nostra vita

e per il dono della vita

di ogni uomo,

anche di chi sente la vita

solo come un peso

ed una croce.

Noi crediamo, o Signore,

che nessun uomo

viene al mondo per caso,

ma che ogni uomo

è sempre il termine

vivo e personale

del tuo amore di

Creatore e di Padre.

Da te illuminati,

o luce del mondo,

fa che sappiamo scorgere

il riflesso dello splendore

del tuo volto,

di te o Dio che sei

Bellezza infinita,

sul volto di ogni uomo,

sul piccolo volto che

si sta formando del bambino

 

non ancora nato,

sul volto triste

di chi è colpito

dalla malattìa e dal dolore,

dalla solitudine e

dall’emarginazione,

sul volto stanco

dell’anziano e di chi sta per morire.

Cristo Gesù, che

nell’Eucaristia memoriale

della tua Croce ci ami

sino alla fine divenendo

per noi Pane di vita e pegno di vita eterna,

donaci la speranza,

l’inventiva, il coraggio,

la perseveranza e la gioia

di custodire, di difendere e

di promuovere la vita umana

nelle nostre famiglie,

nella nostra città,

nel mondo intero.

Infondi, Dio

d’ogni consolazione,

la tua luce e la tua grazia

in quanti, medici, infermieri,

volontari, genitori,

spendono ogni giorno

le loro energie al servizio

amoroso delle membra

sofferenti del tuo Corpo,

che è la Chiesa.

O Maria, Immacolata

e piena di grazia

sin dal concepimento,

tu che con il tuo “sì”

umile e grande sei diventata

per opera dello

Spirito Santo Madre

dell’Autore della vita,

fa che ogni mamma

in attesa senta rivolta

a sé la parola dell’angelo

“Benedetto il frutto

del tuo seno”,

e a tutti noi dona

di servire la vita

di ogni nostro fratello

così da raggiungere

la pienezza della gioia

e della vita

nell’eterna comunione

d’amore del Padre,

del Figlio e dello

Spirito Santo. Amen.

(Mons. Dionigi Tettamansi)

 fonte. Gaudium Press di Rita Sberna

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