Danilo Brugia “Grazie a nonna Melina ho conosciuto l’amico San Pio”

Siamo in compagnia dell’attore e cantante romano Danilo Brugia, il quale ha iniziato la sua carriera proprio vestendo il ruolo di un Carramba Boy, ma diventa popolare nel piccolo schermo interpretando Stefano della Rocca nella soap opera Cento vetrine.

Lo abbiamo visto anche nella quarta stagione de “Le Tre rose di Eva” e in “Tutto può succedere” ma il suo lavoro lo porta anche in radio.

Conosceremo di lui un aspetto più privato cioè “la fede e la devozione a San Pio”.

La tua famiglia è stata sempre cattolica e di conseguenza ti è stata trasmessa da loro un rispetto profondo per la fede, in particolare da tua nonna Melina …

Si è vero, nonna Melina per me è come un angelo custode, è stata la nonna a cui ero più legato e con la quale ho trascorso gran parte della mia infanzia; lei mi ha cresciuto e per me stare con lei era sempre una festa.

Mia nonna essendo pugliese parlava spesso, in casa, di Padre Pio e per me diventò subito un nome familiare ma essendo bambino non ci facevo caso. Confesso che continuavo a non fare caso a Padre Pio anche quando già ero cresciuto. Mia nonna è venuta a mancare quando io avevo già compiuto 21 anni.

Poi pian piano ho scoperto la grande figura di Padre Pio e debbo dire che adesso lo considero un amico.

I tuoi figli, anche se piccoli comunque hanno già un particolare attaccamento per la figura di Padre Pio …

Assolutamente si, perché io gliene parlo spesso e gli racconto delle cose. Sono dei bambini che sono stati cresciuti con i valori della fede e della cristianità. Per esempio mio figlio più piccolo ha al polso un braccialetto di Padre Pio e mio figlio Mattia ne parla spesso. Fin ora purtroppo non sono riuscito a portarli né a San Giovanni Rotondo e né a Pietrelcina però ci saranno varie occasioni sia ufficiali che ufficiose, per le quali andrò in quei luoghi quindi prima o poi li porterò con me.

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Ma perché sei proprio devoto di San Pio? C’è qualche evento particolare da cui nasce questa tua devozione?

C’è sempre un momento nella vita di una persona in cui la fede diventa veramente un’angora di salvezza, e diventa una necessità spirituale per cui tu possa sentirti bene e possa sentire l’aiuto che viene dall’alto.

Nello specifico non ricordo quando e perché ho cominciato a rivolgermi a Padre Pio e ad identificarlo come una figura di cui avevo bisogno nella mia vita, però è successo che ho cominciato a pregarlo e ad andare nei suoi luoghi. Anche mio padre e mia madre spesso vanno in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo partendo da Roma.

Questa presenza nella mia vita pian piano è cresciuta, fino a quando ho cominciato ad avere dei segnali che tutt’oggi mi riempiono di gioia e mi riempiono il cuore e l’anima.

Non nego che le prime volte questi segni mi hanno anche spaventato, ed ho anche pianto.

Per esempio, anni fa andai a San Giovanni Rotondo e lì mi ritrovai a pregare San Pio, pregavo per questioni private ma anche per chiedere supporto nel lavoro. Due giorni dopo da quella preghiera, ricevetti una chiamata da un regista che mi chiese di interpretare il ruolo da protagonista di Papa Giovanni Paolo II.

Sappiamo tutti che questi due santi erano molto uniti nella vita, quando Padre Pio ricevette la lettere di Papa Giovanni Paolo II (quando ancora non era Papa) Padre Pio leggendo la sua lettera disse ai frati che erano con lui “A quest’uomo non si può dire di no”, aveva già profetizzato il suo pontificato e la sua santità.

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Un altro segno lo ricevetti mentre stavo facendo proprio le prove di questo spettacolo, mi chiamò la produzione della trasmissione “Una voce per Padre Pio” per chiedermi di leggere le lettere di Padre Pio per Tv 2000.

Un altro segno lo ebbi quando mi presero per lavorare nella produzione de “Le tre rose di Eva” come tutti i lavori ci tenevo a farlo, ed il sì definitivo al ruolo avvenne il 23 settembre, il giorno della morte di Padre Pio.

Un segno recente l’ho avuto proprio per il mio compleanno il 25 giugno. Qualche giorno prima stavo maturando il pensiero di volere andare a San Giovanni Rotondo, visto che compivo 40 anni, mi sarebbe piaciuto essere nei luoghi di San Pio.

In quei giorni mi chiamò la produzione di “Una voce per Padre Pio” che mi chiese di registrare la puntata proprio il 21 e il 22 giugno a Pietrelcina, il 22 però a causa della pioggia non potemmo registrare il programma e quindi mi dovetti trattenere lì fino al 24 giugno, il giorno prima del mio compleanno.  Per una strana dio-incidenza alla fine stetti in pellegrinaggio da Padre Pio con la mia famiglia, all’Olmo, esattamente dove Padre Pio ha ricevuto le stimmate.

Che posto occupa la preghiera nella tua vita?

Occupa il primo posto, prego insieme ai miei figli la sera prima di andare a letto, prego la mattina appena sveglio e sento proprio il bisogno come quando hai sete e devi bere per dissetarti. Infatti vado in chiesa e mi raccolgo in preghiera anche solo per 5 minuti e mi metto in adorazione d’innanzi all’Ostia. Grazie ad un amico ho scoperto una preghiera che ignoravo, ed è la preghiera del “Magnificat”, e debbo dire che mi aiuta molto. Questo mio amico mi ha detto che tale preghiera aiuta anche a tenere lontano il male.

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Devo testimoniare che questa preghiera mi fa stare bene.

 

Il nome di tuo figlio, Mattia che significa (dono di Dio) non è stato scelto a caso ma a seguito di un aborto spontaneo che ebbe tua moglie, prima che nascesse lui …

Il nome l’avevamo scelto per casualità perché all’epoca non sapevamo che Mattia significasse “dono di Dio” poi è successo un episodio un po’ spiacevole, scoprimmo che la mia ex moglie rimase incinta di Mattia lo stesso giorno che rimase incinta di quel bimbo che spontaneamente invece ha perso … e capimmo che Mattia era un angelo venuto dal cielo.

E’ vero che tuo figlio Emiliano la sera ti chiede di recitare insieme il Padre Nostro?

Si è vero, loro ogni sera vogliono recitare le preghiere insieme a me. Infatti ci tengono a questo.

 

Sei in attesa del tuo terzo figlio. Qual è l’amozione più grande per un padre?

L’emozione più grande per un papà è quella di sapere che sei padre di un altro esserino che tu hai voluto e che hai creato con le possibilità che Dio ci ha dato. Io vivo per i miei figli. La separazione per me è stato un momento problematico, non tanto per la separazione in sé ma perché pensavo ai miei figli e ad un eventuale lontananza da loro. Io infatti ho “preteso” di poter vivere con i miei figli.

Quindi, questo terzo figlio in arrivo, per me è una gioia immensa, i figli sono la gioia più grande per i genitori.

Servizio di Rita Sberna