Dio non è morto

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Dio non è morto, è più vivo che mai!

 

Carissimi fratelli, carissime sorelle, carissimi amici, eccoci ad una ulteriore riflessione in questo nostro travagliato tempo, ricco di preoccupazioni e di speranze, prossimo al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

«Dio è morto» è una celebre frase del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900), riportata nelle sue opere La gaia scienza e in Così parlò Zarathustra.

Wikipedia, il motore di ricerca che per il mondo è fonte di conoscenza (peraltro, spesso parziale e distorta), trasmette l’informazione che Dio, inteso come la divinità di origine giudaico-cristiana, protagonista della storia dell’Occidente, a partire dal trionfo del cristianesimo in poi, essendo stato il principio supremo a cui erano soggetti tutti i valori dell’Europa, ha perso il suo significato e la sua importanza con l’avvento della modernità, e lo sviluppo della scienza e della tecnologia che questa ha portato con sé.

Scomparso l’ordine divino che sorreggeva la società cristiana del Medioevo, continua Wikipedia, sono spariti anche tutti gli altri valori dell’Occidente, che devono ora essere rivalutati, aprendo quindi la strada al nichilismo.

Conclude affermando: “La morte di Dio e le sue implicazioni morali vengono espresse nella parabola del folle (presente nell’opera di Nietzsche La gaia scienza e che recita in questo modo): «Dio è morto! Dio resta morto! E noi l’abbiamo ucciso! Come potremmo sentirci a posto, noi assassini di tutti gli assassini? Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo, ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue? Che acqua useremo per lavarci? Che festività di perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni?»”.

Fin qui, agli occhi di un cristiano sembrerebbe una presa di coscienza circa la durezza dell’uomo nei confronti di Cristo, continuamente ucciso nei cuori a causa dei peccati gravi, con il rifiuto consapevole e ostinato, con le malvagità di ogni genere. Per cui, nella consapevolezza, l’invito è a tornare a Dio attraverso la conversione del cuore, il pentimento sincero e profondo, il desiderio vivo di conformarsi a Lui e, così, recuperando la propria dignità di figli di Dio, per essere, come dicevano i padri, divinizzati, naturalmente per Grazia.

Ma l’ultima frase non indica esattamente ciò; essa indica un’altra via, quella dell’esaltazione di sé a prescindere da Dio, dove Dio non è altro che la proiezione della mente dell’uomo. Una via, quella dell’esaltazione di sé che conduce al nulla, al nichilismo. Del resto dalla polvere cosa può venire? Soltanto polvere!

E così, lungo questa deriva nichilistica, da oltre un secolo perseguiamo il modello del Superuomo, promuovendolo con tutti i mezzi affinché l’uomo non si senta senza obiettivi fondamentali, esistenziali, affinché la vita abbia un senso per l’uomo di ogni luogo, di ogni tempo, di ogni razza.

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È l’obiettivo primario di questo mondo, senza il quale non ha senso esistere. Così hanno “predicato” ovunque, fino ad utilizzare la scienza e la tecnologia come strumenti di persuasione personale e collettiva, diffondendo apertamente e velatamente il malefico credo.

A disposizione, ovviamente, stampa, cinematografia, televisione, radio, editoria, scuola, ecc… i più potenti mezzi!

E le vittime non si contano… del resto lo sforzo per essere un Superuomo è eccessivo e devastante!

Pur di essere all’altezza, sin da piccoli, la competizione diventa il pane quotidiano, l’angoscia per una bocciatura o una umiliazione cresce sempre più. Nell’età adulta, poi, si è disposti a tutto, in palestra, nelle competizioni sportive, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni affettive e non. E il più forte è sempre cercato, a scapito dei più deboli, di coloro che sono “diversamente abili”, dei cosiddetti “non dotati”, degli improduttivi, degli anziani, degli ignoranti… e, se non utili agli ospedali, anche degli ammalati.

 

Il culto del corpo e della mente, il culto dell’uomo senza anima, progressivamente e gradualmente è cresciuto e si è imposto e, con esso, mancando un punto di riferimento assoluto (Dio è morto!), la centralità dell’opinione personale ha prodotto il fenomeno del relativismo, che è dilagato e ha disorientato l’umanità, imponendosi come legge suprema da adorare in nome di una falsa libertà, quella di una schiavitù nascosta, velata, piacevole, ma letale. È la libertà concessa dal nemico di Dio e dell’umanità: il principe della menzogna, il seduttore, il separatore, l’omicida, il principe delle tenebre.

Questo devastante culto, i cui frutti sono davanti agli occhi di tutti ma che soltanto chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire, vede e ascolta, miete vittime ogni giorno.

Il loro grido, a volte nella fede, a volte nella disperazione, a volte nel buio della sofferenza, giunge alle orecchie di Dio, il quale non è morto ma vive ed è presente, con la Sua compassione e la Sua misericordia.

Sull’altare di questo nefasto culto e dei suoi molteplici poteri, sono immolati ogni giorno sacrifici: innumerevoli aborti, innumerevoli violazioni della dignità di uomini e donne, bambini e anziani, intere generazioni di giovani devastati dalla droga e dall’alcol, percentuali altissime di divisioni familiari in nome della realizzazione di sé, adulteri senza numero, malattie antiche e nuove prodotte da inquinamento alimentare e ambientale, vizio dilagante, ecc…

E Dio? Per loro non c’è e, se ci fosse, non dovrebbe entrare nella storia dell’uomo, dovrebbe restare in disparte, dicono che l’uomo non ne ha bisogno, può fare da sé.

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Ma ora, in questi nostri giorni, il Superuomo sperimenta il proprio fallimento, la propria incapacità, la debolezza e l’impotenza nel contenere e gestire, con la scienza e la tecnologia tanto adorate, un problema devastante, un virus che gradualmente si fa letale, nei confronti dell’uomo, della società, dei sistemi economici e finanziari. Questa tragedia dovrebbe, ora, portare l’umanità a riflettere, tornando in sé, sul valore e sul senso della vita, sulla qualità delle relazioni, sul valore e sulla bellezza dello stare in famiglia e dello stare in comunione nella solidarietà, frutto della carità.

Certamente, per giungere a tale traguardo, in un sistema malato nelle fondamenta, forse non è sufficiente l’esperienza di una difficoltà, per quanto grave.

Forse è necessario che l’uomo, consapevole di aver toccato il fondo, muova i primi passi verso Dio, come il figliol prodigo (cfr Lc 15). Solo allora Dio gli correrà incontro e ci sarà un abbraccio di misericordia e di autentica Gioia, solo allora tornerà la Pace, l’Armonia, la voglia di vivere, lo splendore della Verità, l’attrazione di un Amore che non ha confini.

Non siamo lontani da ciò, ma ancora siamo in cammino. All’orizzonte si intravvede la casa del Padre, siamo chiamati ad affrettare il passo e a non aver paura di coloro che continuano a dire: «È un’illusione!».

No, non è un’illusione; noi sappiamo che Gesù è il Vivente, il Risorto, e che solo in Lui vi è Salvezza.

Lo diciamo nella Chiesa e con la Chiesa, con quella che ha chiuso le porte delle chiese per prudenza e con quella che non condivide, pur obbedendo e condividendo la necessità di misure prudenziali.

Sì, lo diciamo. Lo diciamo con amore, nella consapevolezza che la cura e la salute dell’anima vengono al primo posto, solo dopo viene la cura e la salute del corpo, idolatrata da questo mondo, in gran parte nichilista, senza Dio, soprattutto che ha tradito Cristo.

I fedeli, quelli che portano Cristo nel cuore e lo custodiscono con fede, speranza e amore, sebbene privati dell’Eucaristia, sebbene convinti che si poteva far meglio, lasciando aperte le chiese e celebrando con le dovute precauzioni, come del resto si fa per i beni necessari al corpo (vedi le file ordinate ai supermercati), rimangono saldi come sentinelle a difesa della sana dottrina e con la piena consapevolezza del valore supremo dei sacramenti, pronti anche a dare la vita per Gesù presente vivo e vero nel Santissimo Sacramento dell’altare, con desiderio vivo di nutrirsi di quanto conduce alla vera vita, a quella eterna!

Carissimi, in allegato vi propongo una preghiera per la cessazione dell’attuale pandemia e per la conversione dei cuori. Chiediamo per il mondo un segno chiaro da parte di Dio; chiediamo che in prossimità della Pasqua tutto cessi. Chiediamolo perché il mondo si converta e torni a Dio per mezzo di Gesù, sempre confidando nella Sua sapienza che, umilmente, riconosciamo sovrana: Signore, se possibile passi questo calice, tuttavia non la nostra ma la Tua volontà sia fatta!

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La Beata Vergine Maria, che sempre volge lo sguardo verso i suoi figli, ci protegga e ci orienti sempre a Suo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, Via che conduce, nell’unico Spirito, all’abbraccio del Padre!

 

 

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, a Te la lode e l’onore nei secoli dei secoli! Amen!

In questo nostro travagliato tempo invochiamo, umilmente, la Tua misericordia.

Riconosciamo di aver peccato, di aver trascurato i Tuoi richiami

attraverso i continui inviti alla conversione del cuore.

Riconosciamo che ci hai inviato profeti e santi,

che molti di loro ti hanno testimoniato con la loro vita, fino al martirio.

Riconosciamo che ci hai, innumerevoli volte,

inviato l’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra,

e che hai rafforzato la nostra fede nella presenza reale di Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare

per mezzo di molteplici miracoli eucaristici.

Riconosciamo di aver contribuito al degrado morale in cui ci troviamo,

e dal quale provengono devastanti conseguenze per l’umanità,

con la nostra leggerezza, con la nostra superficialità,

con i nostri attaccamenti alle cose e ai piaceri di questo mondo,

con la nostra tiepidezza, con la nostra presunzione, con la durezza del nostro cuore.

La pandemia che ci affligge e che affligge il mondo intero

ci ha privati della libertà, della bellezza dell’incontro, ma soprattutto del conforto dei sacramenti,

e tra questi l’Eucaristia, presenza eminente di Gesù, Pane del Cielo, Paradiso in Terra.

Ora, a motivo del prolungamento del contagio,

saremo privati anche della partecipazione alle celebrazioni per la santa Pasqua,

giorno della Risurrezione del Nostro Signore Gesù Cristo, il Sommo Bene, Tutto il Bene, Ogni Bene.

Santissima Trinità, tutto è possibile a Te! Vieni in nostro soccorso!

Se, nella Tua divina volontà, questo flagello dovesse essere necessario

per la conversione dei cuori affinché tornino a Te e non commettano più il male,

ti chiediamo di concedere un Segno grandioso per la conversione dei cuori:

libera il mondo, in prossimità della Santa Pasqua, da questo diabolico virus,

e tutti possano comprendere che Tu sei amore presente e operante,

e contriti di cuore possano tornare a Te, sorgente di Vita!

Te lo chiediamo confidando nell’intercessione della Beata Vergine Maria e nella Tua Bontà,

abbandonati alla Tua divina volontà, qualunque essa sia.

Tu che regni nei secoli dei secoli. Amen!