Gesù rivela a Santa Brigida il momento della sua nascita

Aspettando il Natale, potremmo meditare con questo racconto sulla nascita di Gesù. Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa, racconta come Gesù le rivelò il momento della sua nascita.

Capitolo Ventunesimo de “Le Rivelazioni di Santa Brigida”

Mentre ero nel Presepe del Signore in Betlemme, vidi una bellissima Vergine gestante, vestita d’un mantello bianco e di una tunica sottile, attraverso la quale potevano vedersi le sue carni virginee. Il suo grembo era ingrossato e molto tumido, perché prossima al parto. Con lei era un certo dignitosissimo vecchio e con loro due, un bove e un asino. Ed entrarono nella grotta. Quel vecchio, legati il bove e l’asino alla mangiatoia, uscì fuori e portò alla Vergine un lume acceso e lo fissò al muro e uscì fuori per non essere presente al parto. Quella Vergine dunque si tolse allora i calzari dai piedi e il mantello bianco, di cui era coperta, rimosse il velo dal capo e, tutto ciò deposto là presso, rimase con la semplice tunica, con i capelli bellissimi, biondi come oro, sparsi sopra le spalle. Mise allora fuori due sottili pannolini di lino e due bianchissimi pannolini di lana, che portava con sé per avvolgervi il bambino e due altri più piccoli per coprirlo e fasciargli il capo: e se li pose vicino per potersene servire a suo tempo.

Quando tutto fu pronto, la Vergine si mise con grande devozione in preghiera in ginocchio, avendo il dorso verso la mangiatoia, il volto invece rivolto al cielo, verso oriente. Alzando quindi le mani e con gli occhi fissi al cielo, stava come estatica e sospesa in contemplazione, inebriata da divina dolcezza.

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E così stando lei in preghiera, vidi allora muoversi Colui che giaceva nel grembo di lei e subito, d’un tratto, all’istante, partorì il Figlio, dal quale usciva tanta ineffabile luce e tanto splendore, da non poterglisi paragonare il sole, né quel lume, posto dal vecchio, non dava luce alcuna, sopraffatta totalmente com’era la sua luce materiale da quello splendore divino. Fu così improvviso e istantaneo quel parto, ch’io non potei avvertirne e comprenderne il modo e il luogo. Ma vidi subito giacer in terra e splendidissimo quel glorioso Bambino, le cui carni erano monde da ogni macchia o immondizia. Vidi anche presso di lui deposta e piegata e molto splendente la placenta. Udii allora il canto degli Angeli di meravigliosa soavità e di grande dolcezza. E subito il ventre della Vergine, che prima del parto era tumidissimo, si ritrasse e si vedeva ora il suo corpo mirabilmente bello e delicato.

Quando dunque la Vergine s’accorse d’aver partorito, chinò il capo e, congiunte le mani con grande dignità e devozione, adorò il Bambino e gli disse: Benvenuto, Dio mio e Signor mio e Figlio mio. E il bambino allora gemendo e un po’ tremante per il freddo e per la durezza del pavimento ove giaceva, si voltava un poco e stendeva le membra, come cercando sollievo; la Madre allora lo prese fra le mani e se lo strinse al petto e lo riscaldava col petto e con la guancia, con grande gioia e tenera compassione materna.

Seduta in terra, si pose il Figlio suo in grembo e ne prese fra le dita l’ombelico, che subito si staccò, senza che ne uscisse alcun liquido né sangue. E subito cominciò ad avvolgerlo diligentemente. Dapprima con i pannolini di lino, poi con quelli di lana, fasciandogli il corpicino, le gambe e le braccia con una fascia tessuta in quattro punti della parte superiore d’uno dei pannolini di lana. Poi lo ravvolse, fasciando la testa del bambino con i due pannolini di lino, che aveva per l’appunto preparati.

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Ciò fatto, entrò il vecchio e, prostratosi con le ginocchia a terra, lo adorò, sospirando dalla gioia. Né al parto s’era la Vergine cambiata di colore né apparve spossata né le mancarono le forze, come suole accadere alle altre partorienti; solo che da tumido che era, tornò al suo stato naturale il grembo, nel quale era stato concepito il Bambino.

Alzatosi allora, avendo fra le braccia il Bambino, insieme, lei cioè e Giuseppe, lo adorarono con immensa gioia e letizia.

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Elisa Pallotta (volontaria) è nata nel 1992 a Fabriano (Marche) ed è una giornalista cattolica. Ha collaborato con due giornali cattolici (“L’Azione”, giornale diocesano fabrianese e “Faro di Roma”, giornale web romano), occupandosi di cronaca locale e di una rubrica di commento al Vangelo. Fin da piccola, con i suoi genitori e la sua bella famiglia, dove è la prima di sei fratelli, ha intrapreso un cammino di fede che non ha mai smesso di coltivare, frequentando movimenti della Chiesa Cattolica. Appassionata di letteratura religiosa, musica, disegno e poesia, una passione quest’ultima, che la porta a scrivere due piccoli libri di poesie che toccano i temi del sacro, “Libertà” e “Cantici”. Scrive per Cristiani Today articoli di spiritualità