Giappone: dal Papa un messaggio di pace in una terra di martiri

Nagasaki: Monumento ai martiri San Miki e compagni (Foto: Alex Tora - Wikimedia Commons
Nagasaki: Monumento ai martiri San Miki e compagni (Foto: Alex Tora - Wikimedia Commons

Giappone: dal Papa un messaggio di pace in una terra di martiri

“L’uso delle armi nucleari è immorale – questo deve andare nel Catechismo della Chiesa Cattolica – e non solo l’uso, anche il possesso, perché un incidente, [a causa] di un possesso, o la pazzia di qualche governante, la pazzia di uno può distruggere l’umanità”. È stato chiarissimo papa Francesco. Durante la conferenza stampa di ritorno dal viaggio in Giappone, il Santo Padre ha ipotizzato un aggiornamento del Catechismo, così come aveva fatto per la pena di morte due estati fa. L’attuale testo, peraltro, è altrettanto chiaro: “L’accumulo delle armi sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il più efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni. Riguardo a tale mezzo di dissuasione vanno fatte severe riserve morali. La corsa agli armamenti non assicura la pace. Lungi dall’eliminare le cause di guerra, rischia di aggravarle. L’impiego di ricchezze enormi nella preparazione di armi sempre nuove impedisce di soccorrere le popolazioni indigenti; ostacola lo sviluppo dei popoli. L’armarsi ad oltranza moltiplica le cause di conflitti ed aumenta il rischio del loro propagarsi” (CCC 2315). Manca tuttavia un esplicito riferimento alle armi nucleari, mentre la condanna senza appello del loro uso è rimpiazzata da più vaghe “severe riserve morali”.

Al di là dell’aspetto dottrinale, quello che ha risaltato di più, durante l’ultima visita pastorale, è stato il potente richiamo simbolico che il Pontefice ha voluto conferire alla questione nucleare, recandosi a Hiroshima e, prima ancora, visitando l’Atomic Bomb Hypocenter di Nagasaki, dove ha consegnato al mondo il suo Messaggio sulle armi nucleari. “Qui, in questa città, che è testimone delle catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali di un attacco nucleare, non saranno mai abbastanza i tentativi di alzare la voce contro la corsa agli armamenti”, ha detto il Papa domenica scorsa. Il magistero di Francesco in questo ambito è particolarmente intransigente e trae ispirazione diretta dal suo predecessore San Giovanni XXIII, che nell’enciclica Pacem in terris (1963), aveva auspicato la proibizione totale delle armi atomiche e il ripudio di un’idea di pace internazionale duratura basata sull’equilibrio delle forze militari. Un risvolto nuovo è individuabile nel richiamo alla questione ambientale e allo “sviluppo sostenibile” che, di certo, non potrà essere realizzato se si continuano a diffondere le “dottrine nucleari”.

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