Il Cantico delle creature di San Francesco e i “Giri nel Fiat creante” nella spiritualità di Luisa Piccarreta

Nella spiritualità francescana si è sempre data una grande importanza alla bellezza e alla grandiosità della creazione, non solo da un punto di vista ecologico o ambientale, ma soprattutto nel suo immediato rimando a Dio come Artefice e Signore di tutte le cose animate e inanimate. Francesco di Assisi, nei suoi Scritti, ci ha lasciato il Cantico di frate Sole, più noto come Cantico delle Creature, una prosa assonanzata che è entrata nella letteratura italiana come suo primo testo ufficiale.

Ciò che colpisce di questo cantico/preghiera, è la centralità “dell’Altissimo, Onnipotente e Bon Signore”, (FF 263) quale Agente, Artefice ed Elargitore di tutta la creazione. Dopo di lui, in secondo piano, vi è l’uomo come orante-riconoscente e destinatario , il quale, nel sentirsi parte e a capo della creazione, nella lode continua ed incessante, esprime tutto il suo amore e il suo ringraziamento a Colui che è “il bene, tutto il bene, il sommo bene”. (FF 261)

Il cantico di Francesco diventa dunque un testo più da pregare che da comprendere, perché nella sua essenzialità lascia spazio allo spirito, dando voce e parola alla creazione che ancora soffre e geme le doglie del parto, in attesa di entrare anch’essa nella Gloria dei figli di Dio. (Rm. 8,19)

600 anni più tardi, nelle rivelazioni e negli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta (1865- 1947), mistica pugliese del secolo scorso, tutto ciò che Francesco d’Assisi anticipava e intuiva nel suo Cantico, trova conferma, ampiezza e attualità.

Vi è un brano del 9 gennaio 1920 nel vol. 12 dei Libri Di Cielo di Luisa che ci aiuta ad immergerci magnificamente in questa realtà della lode nella creazione. Luisa per esprimere l’azione della lode, utilizza un linguaggio nuovo, che Gesù stesso le ha rivelato: fare Atti e Giri nel Fiat Divino (o nella Divina Volontà) suddivisi in Fiat Creante, Fiat Redimente e Fiat Santificante.

Riportiamo il brano per cogliere pienamente questa straordinaria verità:

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Tutte le cose create porgono l’amore di Dio all’uomo.

Stavo pregando e col mio pensiero mi fondevo nel Voler Eterno e portandomi innanzi alla Maestà Suprema dicevo: “Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l’umana famiglia, dal primo fino all’ultimo uomo delle future generazioni, ad adorarti profondamente, ai tuoi piedi santissimi voglio suggellare le adorazioni di tutti, vengo a riconoscerti a nome di tutti: Creatore e dominatore assoluto di tutto, vengo ad amarti per tutti e per ciascuno, vengo a ricambiarti in amore per tutti, per ciascuna cosa creata, in cui tanto amore hai messo, che mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore, ma io nel tuo Volere trovo questo amore e volendo che il mio amore, come gli altri atti, siano completi, pieni e per tutti, perciò sono venuta nel tuo Volere, dove tutto è immenso ed eterno e trovo amore per poterti amare per tutti, quindi ti amo per ogni stella che hai creato, ti amo per quante gocce di luce ed intensità di calore hai messo nel sole.”
Ma chi può dire tutto ciò che la mia povera mente diceva? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio punto.

Ora, mentre facevo ciò, un pensiero mi ha detto: “Come va, ed in che modo Nostro Signore ha messo in ogni cosa creata fiumi d’amore verso la creatura?” Ed una luce ha risposto al mio pensiero:
“Certo, figlia mia, che in ogni cosa creata il mio amore si riversava a torrenti verso la creatura, te lo dissi altrove, te lo confermo ora: mentre il mio amore increato creava il sole, metteva oceani d’amore ed in ogni goccia di luce che doveva inondare l’occhio, il passo, la mano e tutto della creatura, correva il mio amore e quasi ripercuotendole dolcemente l’occhio, la mano, il passo, la bocca, le dà ancora il mio bacio eterno e le porge il mio amore; alla luce corre insieme il calore e ripercuotendolo un po’ più forte e quasi impaziente dell’amore della creatura, fino a dardeggiarla, le ripeto più forte il mio “ti amo” eterno e se il sole con la sua luce e calore feconda le piante, è il mio amore che corre alla nutrizione dell’uomo; e se ho disteso un cielo sul capo dell’uomo, tempestandolo di stelle, è il mio amore che, volendo allietare l’occhio dell’uomo, anche la notte, gli dice in ogni scintillio di stella il mio “ti amo”, sicché ogni cosa creata porge il mio amore all’uomo e se ciò non fosse, non avrebbe avuto nessuno scopo la Creazione, ed Io non faccio nulla senza scopo, tutto è stato fatto per l’uomo, ma l’uomo non lo riconosce e si è cambiato per Me in dolore. Perciò figlia mia, se vuoi lenire il mio dolore, vieni spesso nel mio Volere ed a nome di tutti, dammi adorazione, amore, riconoscenza e ringraziamento per tutti.”

Il beato Francesco, seppur non poteva essere consapevole di queste sublimi verità e conoscenze insite nella creazione, nel suo cammino di conversione, assaporando quella grazia originaria e quella scienza infusa che ebbe Adamo nel giardino dell’Eden, ha intravisto l’essenza dell’amore di Dio in ogni cosa creata. Egli infatti, come faceva naturalmente il primo uomo, riconosceva l’impronta nascosta della Divina Volontà del Creatore, il quale ripete incessantemente il Suo “Ti amo” alla creatura.

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Quest’ultima ha l’alto compito di dare voce a tutto ciò che Dio ha fatto per Suo amore, adorandolo, ringraziandolo e amandolo per sé e per tutti, dal momento che il peccato ha rotto questo equilibrio e questa armonia che vi era tra creatore e creatura.

Pregare il Cantico delle creature con questa consapevolezza alquanto nuova, dà a ciascuno la possibilità di entrare in questo meraviglioso ruolo da noi dimenticato, cioè entrare davvero nell’ufficio di riparatori e annunciatori del Regno della Divina Volontà.

È straordinario come il poverello d’Assisi, inconsapevolmente, nel suo tempo, si sia fatto portavoce di tutto il creato attraverso la lode, e come negli scritti che Dio ha donato alla Chiesa, attraverso Luisa Piccarreta, questo forte invito risuoni ancora per gli uomini e le donne del nuovo millennio, affinché essi incarnino questo alto mistero.