Il Santuario della Madonna di Tindari e la leggenda della bambina

Il Santuario della Madonna di Tindari è in provincia di Messina, è situato in una posizione suggestiva dalla quale si ammira il panorama delle Isole Eolie; si erge come un balcone sullo strapiombo suggestivo dove si trova la bellissima riserva naturale dei laghi di Marinello.

 

La storia del santuario è legata ad una leggenda dalla quale poi si formarono proprio i laghi di Marinello, a seguito della caduta rovinosa di una bambina.

La leggenda narra di una donna che giunse presso il santuario con la sua bambina. La donna rimase delusa perché si accorse che la statua raffigurante la Madonna era di colore nero.

Così questa mamma voleva andare via in seguito a questa sua delusione ma la bambina le fuggì dalle mani e stava per cadere sullo strapiombo ed a quel punto apparve la Madonna che era stata invocata proprio dalla donna … la Madre del cielo fece formare dei laghetti sui quali la bambina scivolò senza farsi male. Infatti i laghi di Marinello sono visibili ad occhio nudo proprio sullo strapiombo dove è sorto il santuario.

Da questa storia incredibile è nata una forte devozione alla Madonna nera.

La statua della Madonna si dice che sia stata trasportata per mare intorno al X secolo, ed impedì alla nave di ripartire dopo che si era rifugiata nella baia di Tindari, presso i laghetti di Marinello, per sfuggire alla tempesta.

I marinai, depositarono a terra via via il carico, pensando che fosse questo ad impedire il trasporto, e solo quando vi portarono anche la statua, la nave poté riprendere il mare.

La statua è stata portata sul colle soprastante, dentro una piccola chiesa che dovette in seguito essere più volte ampliata per accogliere i pellegrini, attratti dalla fama miracolosa del simulacro. La festa della Madonna nera del Tindari si svolge il 7 e 8 settembre.

La caratteristica della statua è anche la frase che vi è incisa “ Nigra sum sed formosa” che richiama uno dei passi del cantico dei cantici, il quale indica la grazia immortale che accompagna la Madonna nonostante porti i fardelli dei peccati di tutti i cristiani.

Il santuario si formò intorno all’anno 836 d.C grazie agli arabi ma ha subìto intorno al 500 delle incursioni da parte dei saraceni. Rimase fortemente danneggiato e poi venne ricostruito dal Vescovo di Patti, Mons Angelo Ficarra.

Fu proprio Mons Giuseppe Pullano che intorno al 900 ebbe un ruolo determinante per il futuro del Santuario e infatti incrementò il culto della Madonna di Tindari e costruì il nuovo santuario, fondando anche la Comunità religiosa delle Speranzine della Madonna di Tindari.

All’interno del Santuario troviamo un affresco del 1949 che raffigura la Madonna di Tindari circondata da alcune sante siciliane, e ai quattro lati dell’altare vi sono dei santi molto importanti per la diocesi di Patti come San Cono da Naso, San Benedetto il Moro, San Pietro Tommaso, Sant’Angelo da Licata, quest’ultimo infatti viene raffigurato in omaggio al Vescovo di Patti Mons Angelo Ficarra.

L’altare risale al 1721 e si può ammirare tutto il progetto iconografico della catechesi e dell’evangelizzazione che va ad evidenziare le virtù di Maria.

La consacrazione della basilica avviene infatti, alla presenza di tutti i vescovi di Sicilia, il 1° maggio 1979 con il Card. Salvatore Pappalardo.

Sull’altare troviamo una copia dell’effige della Madonna di Tindari, che viene circondata dalla mandorla tipica siciliana, la statua è collocata all’interno del nuovo santuario su un trono in bronzo dorato sostenuta da 4 angeli maestosi.

Rita Sberna

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