La morte del fratello, la musica e il Profumo d’incenso

Roberto Scarfò è di Siderno (Reggio Calabria).

Autore e Compositore ha iniziato a scrivere le sue prime canzoni all’età di 18 anni.

La sua passione per la musica e per la scrittura gli hanno dato la possibilità di potersi esprimere in differenti manifestazioni di musica e di poesia. E’ stato pubblicato da più Case Editrici per il suo talento autentico di trasformare l’emozione in parola senza esitare di mettere a nudo ogni esperienza diretta e inconscia del proprio vissuto. Ha iniziato a esibirsi nel 1999 in alcune città italiane. Dal 2004 in poi ha iniziato a suonare in vari locali delle notti romane presentando così le sue prime canzoni e pubblicando una raccolta CD dal titolo “Dentro una canzone”. Nel 2012 è uscito il suo primo singolo “Ti sembra poco” in edizione limitata e in seguito nel 2014 il suo secondo singolo “Un Viaggio”, una canzone nata dopo la sua prima canzone “Viaggio”. Un brano maturo che ha dato senso al suo cammino di uomo, compositore ed autore, una canzone dalle sfumature Rock di un artista consapevole e audace.

In una sua intervista, per la passione sulla scrittura, dice: «La scrittura non ha confini, come linea lontana che si intravede sul mare. Tante storie aspettano di essere raccontate e la scrittura dipinge e scolpisce gli odori, le forme, lo sguardo sognante di un passato presente. Chi non sogna ha il cuore chiuso, chi non ha speranze ha dimenticato Dio».

La sua fede ha avuto inizio con l’avvicinarsi alla figura di Padre Pio.

Quando iniziasti la prima volta a cantare?

Ho iniziato a scrivere canzoni all’età di 18 anni, dopo la perdita di mio fratello Mimmo in un incidente stradale. In un quaderno che utilizzavo per lo studio iniziai a scrivere i miei primi pensieri. Scrivere in quel momento della mia vita era l’unica manifestazione di speranza che poteva in qualche modo riparare tutto il mio smarrimento e la mia confusione.

La morte di tuo fratello, ti ha fatto avvicinare di più al mondo musicale? Suppongo che le prima canzoni le hai dedicate a lui!?

Non ho mai scelto di scrivere canzoni, come non ho mai scelto di farmi guidare da un’ispirazione cristiana. Tutto è accaduto così, istintivamente e improvvisamente! Decisi di partire per Roma per studio, era il 1994, e decisi di portare con me la chitarra dei miei fratelli; quella chitarra era di mio fratello Peppe ma la suonava quasi sempre mio fratello Mimmo. Mio fratello Peppe mi affidò la chitarra con gioia. Io sapevo suonare solo qualche accordo. Non amavo particolarmente la chitarra. Ho sempre avuto un amore spontaneo per la musica infatti suonavo già da piccolo la fisarmonica e altri strumenti a fiato e la scelta della chitarra fu solo per comodità poiché è uno strumento piccolo rispetto ad altri da portare in treno.

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La tua prima canzone fu “Viaggio”. Com’ è nata?

Dopo poco tempo, a Roma, nacque la mia prima canzone “Viaggio”. In quel momento non esisteva per me né Dio, né la Madonna, né Padre Pio, non esisteva nulla, ero solo preoccupato di tener lontano il fatto che mio fratello non c’era più. In quella mia prima canzone, inserii nel testo la frase: “Tenete il cuore in alto e non cercate le vanità della terra” di San Francesco di Paola – una frase che mi colpii molto. La canzone in realtà voleva solo essere un inno alla vita sbruffona e goliardica di un giovane arrabbiato, mentre quella frase era tutto il contrario. Mi ricordo benissimo che scrissi questa frase poiché mi ero portato dalla Calabria diverse cartoline per abbellire la mia nuova stanza e tra queste ce ne era una con il Santo e dietro quella cartolina la frase.

Nel 2000, ti trasferisti a Genova per inseguire il tuo sogno musicale. Proprio a Genova, un pomeriggio successe qualcosa di speciale …

Nel 2000 mi trasferii a Genova per inseguire la mia avventura musicale grazie soprattutto all’aiuto di mio padre che anche non condividendo la mia scelta continuò a sostenermi economicamente.  Purtroppo, nel 2001 mio padre sta molto male a causa di un tumore. A giugno viene trasferito a Milano per una nuova visita in cerca di speranze. Muore il 7 ottobre del 2001 (il giorno della Madonna del Rosario).

Rientrato a Genova, mi sentivo perso e vuoto. Mia madre cerca di aiutarmi, come anche i mie fratelli. Ma non è facile, ci vogliono abbastanza soldi e non me la sento più di continuare quel tipo di vita. Continuo comunque così per altri due anni, anche aiutandomi con lavoretti come cameriere, coloritore, barman etc. Dal 1994 al 2003 la mia vita è senza Dio, ero cattolico di famiglia ma non avevo mai realizzato la mia vera scelta di fede.

E’ lì, che un giorno di maggio del 2003 arriva il mio primo vero e forte segno dal cielo. Quel giorno, nel pomeriggio, mentre ero a casa a Genova, stavo suonando alcune mie canzoni seduto sul letto; improvvisamente sentii un forte odore di incenso in tutta la stanza e anche nel corridoio, quasi fastidioso! In quel periodo ero molto attratto dalla figura di Padre Pio poiché leggevo quando tornavo in Calabria una rivista “Voce di Padre Pio” che acquistava mia madre e che narrava la vita del Santo di Pietrelcina e ricordo anche che ogni sera in quello stesso periodo preso da rimorsi di coscienza e paure invocavo Padre Pio durante la notte cercando un aiuto e dormendo con una sua immaginetta sotto il cuscino.

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Quello stesso pomeriggio innervosito da un odore così forte di incenso decisi di andare a bussare ai vicini sul pianerottolo di casa e a domandare perché il prete non fosse passato anche da casa mia a dare la benedizione. I vicini di casa mi dissero che nessun prete era passato e che non sentivano nessun odore di incenso. Io invece lo sentivo forte: davanti la porta di casa, nel piccolo corridoio, nella mia stanza; entrai anche nella stanza del mio amico con cui condividevo la casa e che in quel momento non c’era, ed anche se la sua porta era aperta la sua stanza non odorava di incenso. Il fatto che in un’altra stanza l’odore cessava e spostando il naso nel corridoio persisteva mi fece un po’pensare, ma lasciai comunque perdere quel momento.

Dopo neanche un mese da quel fatto decisi di lasciare Genova e di tornare in Calabria, era il giugno del 2003.

 Quando poi nel 2003 ti trasferisti in Calabria, ti avvicinasti alla figura di Padre Pio ed iniziasti a recitare il rosario …

L’estate del 2003 fu per me la stagione della solitudine; non avevo voglia di uscire, di andare al mare, di pensare ad altro che non fosse solo la voglia di stare bene con me e con le mie scelte. Un giorno di quell’estate, era il 26 agosto del 2003 ed era martedì, decisi di iniziare a pregare il Rosario. Domandai a mia madre come poter cominciare e mi regalò un rosario di legno e due libricini che spiegavano la recita della preghiera secondo la spiritualità di Padre Pio.

 Attraverso la lettura di un libro su Padre Pio, hai capito a distanza di tempo cos’era quel “profumo d’incenso” che sentisti nel 2003 quando ti trovavi ancora Genova?

Alcuni mesi dopo in Calabria, sempre nel 2003, sfogliando per caso un libro che descrive “I profumi di Padre Pio”, lessi che l’incenso era l’invito alla preghiera. Capii subito che l’odore di incenso avvenuto pochi mesi prima a Genova era stato il mio primo forte segno venuto dal cielo. Padre Pio aveva risposto al mio grido di aiuto!

 Cosa vogliono trasmettere i testi delle tue canzoni?

Oggi la mia musica, le mie canzoni e tutto ciò che scrivo, il mio guardare la vita, si è trasformato in un legame sempre più forte con Dio. Comprendere il proprio cammino è per me inutile ed impossibile senza una mano stretta al cielo! Dalla mia vita, dai miei sogni e dai miei desideri. Prendo tutto ciò che percepisco, che annuso, che immagino e lo avvolgo con le note che mi girano nella testa. Una canzone è un momento unico, magico ed irrepetibile. E’ difficile poter dire cosa voler trasmettere, sicuramente posso affermare che ogni parola che scrivo e che si trova nei miei testi è il frutto di speranze che ogni giorno mi porto dentro, è il cammino di desideri che il tempo ha saputo far crescere nella bellezza della vita! L’arte è un dono, la musica per me è il mio dono, e come tale lo rispetto cercando di proteggere la sua essenza con il lavoro e con il sudore quotidiano.

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Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Verso la fine del 2017 ho deciso di dare una svolta alla mia carriera artistica e con la mia band ho iniziato a mettere mano ad un nuovo album di canzoni inedite di cui sono autore e compositore. Il primo singolo a cui ho lavorato si intitola “Se mi ami” ed è uscito il 27 gennaio scorso su tutti i digital store. E’ una ballad rock dai toni caldi che racconta un amore vero ma difficile. A febbraio del 2018 sono andato a Sanremo, proprio durante la settimana sanremese, dove ho potuto promuovere la mia musica e dove ho presentato in anteprima in diverse interviste e anche a Fiat Music diretta da Red Ronnie, la seconda canzone dal titolo “Canto L’Universo” che uscirà su tutti i digital store il prossimo 27 marzo. Una nuova canzone dal sound pop e dai toni e dalle timbriche rock.

Posso quindi dire che il mio progetto più importante in questo momento è l’album che conterrà 10 canzoni inedite, un album auto prodotto che uscirà a giugno di quest’anno; sarà un album pieno di quella speranza di chi vive come me la musica e con quel fuoco che mi ha accompagnato per più di 20 anni, con la consapevolezza di poter dare oltre alla magia delle melodie che rimbalzano nei cuori aperti anche la voglia di raccontare le mie visioni di sogno e realtà e raccontarmi senza veli. La mia fiducia e aspettativa è quella di poter portare in giro in tutta Italia le mie canzoni e magari riuscire a trovare uno di quei manager che come ai vecchi tempi crede nell’energia della musica e nella forza di quell’amore che si trasmette solo attraverso il vero “credo” di condivisione ed unione che la musica da sempre riesce a conservare. Ti ringrazio Rita per questa bella intervista e vorrei salutare tutte le persone che ti seguono con questa frase di  Kahlil Gibran : “La musica è il linguaggio dello spirito. Essa svela il segreto della vita portando pace, abolendo il conflitto”.

Servizio di Rita Sberna