Il Volto Santo di Manoppello: sguardo d’amore di Dio

Lo scorso 6 agosto, festa della Trasfigurazione del Signore è stata celebrata la messa presieduta da Monsignor Angelo Scotti in onore del Volto Santo a Manoppello (in Abruzzo). Ci sono stati anche diversi giorni di festeggiamenti con celebrazioni, conferenze e momenti di preghiera per i 400 anni di presenza dei Frati Cappuccini (dal loro arrivo nel luglio del 1620). L’anno di ricorrenza è stato prolungato a causa del periodo di pandemia.

Si narra che il Velo Santo fu lasciato in dono da un pellegrino sconosciuto al medico Giacomo Antonio Leonelli e che la sua famiglia lo conservò finché un certo Dott. Donato Antonio De Fabritiis lo comprò e lo regalò ai frati cappuccini di Manoppello, che lo custodiscono da allora.

All’inizio il Volto Santo fu serbato in una nicchia a destra dell’altare maggiore e per quarant’anni i frati ne fecero un culto privato.

Nel 1686 venne costruita una cappella per ospitare l’immagine sacra che fu riposta in un tabernacolo chiuso da tre chiavi (una dei frati, una del parroco e una del comune). Dopo numerose richieste espresse per il riconoscimento di un culto pubblico, il 6 agosto del 1690 i Frati celebrarono la festa del Volto Santo con la reliquia esposta pubblicamente.

Si dice che la sovrapposizione fra la Sindone di Torino e il velo di Manoppello mostra una perfetta compatibilità dei volti.

Inoltre è molto interessante sapere che nell’anno 1208 Papa Innocenzo III (nella seconda domenica successiva all’Epifania chiamata “Omnis Terra”) istituì la processione da San Pietro alla chiesa di Santo Spirito in Sassia della cosiddetta Veronica (un simulacro del Volto Santo) con la quale benediva i malati.

Il 16 gennaio 2016 durante il Giubileo straordinario (Misericordiae Vultus) un pellegrinaggio da Manoppello a Roma, commemorò la processione del 1208. A gennaio scorso l’arcivescovo Georg Gänswein ha celebrato anche lui a Manoppello quest’antico rito di “Omnis Terra” e ha ribadito con commozione:

…oggi, domenica 17 gennaio del 2021, va ricordato in particolare come papa Innocenzo III, insieme ai suoi canonici, non abbia portato il Volto Santo agli intellettuali e ai nobili della città, ma ai malati e ai poveri di Roma: oggi, quando l’espressione Omnis terra — tutta la terra — ha acquistato, forse come mai prima, un’attualità sconvolgente. Infatti, è tutta la terra all’improvviso a essere minacciata da un virus invisibile — tutti i continenti, tutte le etnie, tutte le nazioni e religioni — veramente tutti gli uomini della terra, giovani e vecchi! È tutta la terra improvvisamente a temere la malattia e la morte, dalla Terra del Fuoco a Vladivostok. Quando l’espressione Omnis terra è stata di più bruciante attualità?

Per questo, oggi, nonostante tutti gli ostacoli frapposti dal coronavirus, era per me un sacro dovere e insieme una grande gioia venire da Roma qui, a Manoppello, dove, a causa della pandemia, al momento nessun pellegrino può più venire. Dovevo venire per portare il Volto Santo, almeno attraverso le immagini della televisione, a più malati e persone sole possibile!”

Ricordiamo che Mons. Gänswein accompagnò anche Benedetto XVI nella sua storica visita a Manoppello nel 2006.

Questo 6 agosto del 2021 erano presenti per la celebrazione eucaristica con monsignor Scotti i frati cappuccini ma anche rappresentanti delle autorità civili e militari. Per l’occasione la banda di Lettomanoppello ha suonato sul piazzale della chiesa, il tutto nel rispetto della normativa anticovid (mantenendo il distanziamento e indossando la mascherina). Durante la messa il vescovo ha sottolineato l’importanza di metterci in silenzio davanti al Volto di Nostro Signore e di ascoltare la sua volontà. Ha ricordato la necessità di ascolto anche nelle famiglie, dove troppo spesso non lo si fa abbastanza, e quanto c’è bisogno di testimoni di fede nel nostro mondo.

A Manoppello tante persone passano davanti al Volto Santo, invita tutti alla vicinanza alla misericordia divina.

Secondo le parole del Salmo 65 : “Omnis terra adoret te, Deus, et psallat tibi!” (“A te acclami tutta la terra, a te canti inni, o Dio”) il Nostro Signore entra in un dialogo del cuore con ognuno di noi. Lo guardiamo e ci lasciamo scrutare nell’anima da lui. Il suo Volto Santo è un volto d’amore che ci penetra, ci parla nel silenzio del cuore e ci chiama alla conversione.

Acclamate a Dio da tutta la terra,
cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.
Dite a Dio: «Stupende sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza
a te si piegano i tuoi nemici.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».

(…) Con la sua forza domina in eterno,
il suo occhio scruta le nazioni;
i ribelli non rialzino la fronte.
8 Benedite, popoli, il nostro Dio,
fate risuonare la sua lode;
9 è lui che salvò la nostra vita
e non lasciò vacillare i nostri passi.

(Salmo 65)

Leggi di più:  La vita eremitica francescana nell'ecclesiologia e nell'apostolicità