La psicosi dell’epidemia e le chiese chiuse. Ma un tempo la Chiesa come le affrontava?

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In questi giorni sui social, abbiamo letto molte lamentele da parte dei laici soprattutto di coloro che abitano nelle zone rosse del “Coronavirus” al nord Italia, le chiese chiuse, i centri commerciali aperti, e quelle poche chiese aperte hanno “soppresso la messa”. Allora tante sono le domande che molti di noi si pongono del tipo: è giusto che la Santa Messa venga sospesa per precauzione? E’ corretto pretendere la Messa? Ecc …

Ho deciso di togliermi e di togliervi qualche dubbio facendo una ricerca nel corso degli anni e della storia della Chiesa. Non è la prima volta che la Chiesa fa fronte ad un epidemia. Ma come le affrontava?

Per esempio bisogna citare la peste che ci fu a Roma ai tempi di Papa Gregorio diventato successivamente, San Gregorio Magno, siamo intorno l’anno 589 e 590, una violenta epidemia di peste, la luesinguinaria, dopo aver devastato sia l’Oriente che la Francia e l’Occidente, si era abbattuta sulla città di Roma.

Una delle prime vittime a Roma fu Papa Pelagio II, che morì il 5 febbraio 590 e fu sepolto in San Pietro.Il clero e il senato romano elessero come suo successore Gregorio. Il nuovo Papa venne consacrato il 3 ottobre 590 e dovette affrontare il fenomeno della peste ed invitò la popolazione a seguire l’esempio degli abitanti di Ninive:

«Guardatevi intorno: ecco la spada dell’ira di Dio brandita sopra l’intero popolo. La morte improvvisa ci strappa dal mondo, senza quasi darci un minuto di tempo. In questo stesso momento, oh quanti son presi dal male, qui intorno a noi, senza neppure potere pensare alla penitenza». Il Papa invitò a sollevare lo sguardo a Dio, il quale permette dei “castighi” per correggere i suoi figli.

E così Papa Gregorio, invitò la popolazione a fare una processione divisa in sette cortei accompagnando il cammino (dalle varie chiese di Roma verso la Basilica Vaticana) con le litanie.

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I sette cortei si muvevano a piedi nudi, a passo lento, e con il capo coperto di cenere. Mentre le persone percorrevano la città,stavano immerse in un silenzio sepolcrale, la pestilenza arrivò al punto tale di fche in un’ora, ottanta persone caddero a terra morte. Ma Papa Gregorio si arrese un attimo ed esortava il popolo perché continuasse a pregare e volle che dinanzi al corteo fosse portato il quadro della Vergine conservata in Santa Maria Maggiore e dipinta dall’evangelista san Luca.

Questo dimostra che Papa Gregorio non ebbe paura della pestilenza e non rispose alla minaccia con una chiusura spirituale ma bensì con l’arma della preghiera, invitando le personea fare lo stesso.

Un altro fatto da considerare è il periodo del comunismo e degli stermini nazisti, l’Eucarestia veniva celebrata di nascosto rischiando la vita , perchè l’Eucarestia è l’unico sostegno della nostra fede!

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Rita Sberna (Presidente)è nata nel 1989 a Catania. Nel 2012 ha prestato servizio di volontariato presso una radio sancataldese “Radio Amore”, lì nasce la trasmissione da lei condotta “Testimonianze di Fede”.Continua a condurre “Testimonianze di Fede” per la radio web di Don Roberto Fiscer “Radio Fra le note” con sede a Genova e per Cristiani Today in diretta Live.Nel 2014 ha scritto per il settimanale nazionale “Miracoli” e il mensile “Maria”.Nel 2013 esce il suo primo libro “Medjugorje l’amore di Maria” dedicato alla Regina della Pace e nel 2017 con l’associazione Cristiani Today pubblica il suo secondo libro “Il coraggio di aver Fede”. Inoltre su Cristiani Today scrive vari articoli legati alla cristianità e cura la conduzione web dei programmi Testimonianze di Fede e di Cristiani Today live.