La vera leggerezza del cuore? Come Gesù ci indica la strada

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(Pixabay)

Quando si parla di leggerezza, potrebbe venire in mente un concetto di superficialità, di scarso interesse per le cose o di frivolezza. Diverso è il concetto di leggerezza d’animo. Una celebre frase di Italo Calvino recita più o meno così: “Leggerezza non è superficialità, ma è non avere macigni sul cuore”.

Ma come ritrovare questo concetto nel Vangelo? Dice Gesù: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11, 28-30).

Sembrerebbe un paradosso, no? Legarsi ad un giogo per sentirsi più leggeri. Ma come molte cose nella vita, ci sono tantissime e affascinanti contraddizioni e opposti che in certe situazioni si legano l’uno all’altro, come gioia e dolore, paura e desiderio, amore e odio, e chi più ne ha più ne metta.

Gesù ci indica qui la strada per la vera leggerezza: leggerezza non è essere totalmente svincolati da tutto. Come per la libertà, che richiede grande responsabilità, la leggerezza per paradosso richiede vincoli, “pesi”. Vincoli che però rendano più dolci le fatiche della vita.

La via della leggerezza: il giogo soave

Il giogo che Gesù ci propone è la sua legge dell’amore! Un giogo infatti non si porta che in due: i buoi sono sempre in due a portare il giogo. Dice infatti Gesù: “il mio giogo”. Lui è con noi a condurre la nostra vita, a insegnarci la strada, e noi, proprio perché con lui e da lui guidati, ci sentiamo sollevati perché giungeremo a meta sicura. Non avere vincoli a volte può essere pericoloso e fuorviante. La Legge biblica vissuta senza il concetto di Misericordia è un concetto inconcepibile e un peso insopportabile. San Paolo ce ne ha parlato: “la forza del peccato è la legge”, una legge vissuta senza la grazia della misericordia di Dio, che schiaccia chi non ha sperimentato il Suo amore.

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In quel giogo soave, appunto, leggero, si potrà portare la propria Croce, le proprie responsabilità con Gesù e nella strada che Lui ci ha indicato. Se cadremo, Lui sarà al nostro fianco a rialzarci! Ci consentirà di non incappare in pesi troppo grandi, perché Egli è venuto a portare una misura giusta di peso per le nostre spalle: il Vangelo.

Come poter vivere una vita più leggera?

Vivere il Vangelo è l’unico vero modo per poter vivere una vita più leggera. Come? Semplice, solo chi ama non ha macigni sul cuore! E solo la leggerezza che può dare la presenza vicina di Gesù è in grado di ristorare le nostre anime. Il “peso” della legge dell’amore di Dio, quella delle sacre scritture e quella che indica la via per la salvezza, sarà possibile da vivere solo con l’umiltà di fidarsi e seguire Gesù.

Solo questa umiltà darà leggerezza. Un’umiltà che consente il perdono, che toglie tutti i pesi dal cuore e di dare la giusta misura alle cose che ci riguardano. Un’umiltà che si fida e non ha paura! Un’umiltà che ti fa abbassare la testa e la mette con Gesù in un giogo che ara e dissemina le strade della vita di frutti di carità, fino a giungere felici alla fine del percorso con Lui vicino, a godere del raccolto buono e del riposo eterno.