Le 7 armi che tengono salda e unita la famiglia di Dio

Foto di Stephanie Pratt da Pixabay

Le 7 armi che tengono salda e unita la famiglia di Dio

Non si può non evidenziare l’attacco che, in questo periodo storico, si sta vivendo nella società: un enorme attacco contro la famiglia, la piccola Chiesa domestica dell’amore di Dio.

La società tende a cancellare valori come il rispetto, l’amore, la fedeltà, il pudore, la castità, l’onestà (alcuni dei tanti) per sostituirli con nuove forme di egoismo e invenzioni che illudono l’uomo e lo fanno cadere nell’inganno.

Abbiamo allora pensato di elencare sette principi fondamentali, in grado di difendere, unire e rinsaldare nel nome di Dio, l’unione matrimoniale.

 

  1. Castità prematrimoniale

Molti pensano che si tratti di un’invenzione “bigotta” della Chiesa Cattolica quando, in realtà, è un vero dono, se vissuto con serietà, in attesa di trasformare il fidanzamento in qualcosa di indissolubile, cioè nel matrimonio.

L’atto sessuale vissuto nell’amore fra un uomo e una donna è un’azione di corpo e di spirito che unisce i coniugi. “I due diventeranno una carne sola”: ciò vale per il matrimonio, mentre il periodo prematrimoniale è un tempo delicato, in cui bisogna conoscersi nell’intimo del proprio cuore. Il corpo è tempio dello Spirito Santo e va amato; amare il proprio corpo significa non darlo via, come se fosse un oggetto di tutti. Quando il Signore ha creato l’atto sessuale, lo ha fatto nel contesto di un amore totale, indissolubile, fedele, cioè nel matrimonio (cfr Mt 19,4-6.8): fuori di esso non solo non ha il suo senso, ma c’è di più. Infatti ciò che Dio crea è bene e genera gioia, ma chi agisce diversamente compie un’azione che è.. il contrario del bene, cioè male, e reca danno!

Ecco perché la castità prematrimoniale vissuta nella gioia, è un biglietto vincente per un matrimonio sano e felice.

 

  1. Matrimonio

Il matrimonio è uno dei sette sacramenti, una vocazione alla quale molti sono chiamati. Il matrimonio non è un istituzione umana ma divina, non è un semplice contratto ma un’unione intima ed indissolubile in Dio. Per chi è battezzato sposarsi con il proprio amato vuol dire mettere al centro Dio, perché il matrimonio non è tra due persone ma tra due persone che al centro hanno messo Dio. Il Suo amore unisce gli sposi fra di loro e con Lui, Fonte di Carità e di beatitudine.

Le altre unioni che non hanno detto Sì dinanzi all’altare di Dio, sono semplicemente delle relazioni umane che non hanno al centro la grazia data dal sacramento. Oggi, però, si tende a scambiare il “matrimonio” per un semplice contratto istituzionale.

 

  1. Fedeltà

La mancanza di fedeltà è un veleno che ha distrutto e continua a distruggere molte famiglie. Essere fedeli alla propria vocazione è un grande atto di santità ma soprattutto aiuta a crescere nella fede e nell’amore. Quando si trasgredisce e si tradisce la propria vocazione, in realtà si tradiscono contemporaneamente tre persone: Dio, il proprio coniuge e se stessi.

La fedeltà è la forza e il coraggio che tiene unita la coppia sposata in nome di Dio.

 

  1. Uomo e donna Dio li creò

Dio, che ha creato l’uomo per amore, lo ha anche chiamato all’amore, vocazione fondamentale e innata di ogni essere umano. Infatti l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio che è amore. Avendoli Dio creati uomo e donna, il loro reciproco amore diventa un’immagine dell’amore assoluto e indefettibile con cui Dio ama l’uomo. Ciò è cosa buona, molto buona, agli occhi del Creatore. E questo amore che Dio benedice è destinato ad essere fecondo e a realizzarsi nell’opera comune della custodia della creazione: «Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela”» (Gen 1,28).

Che l’uomo e la donna siano creati l’uno per l’altra, lo afferma la Sacra Scrittura: «Non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18). La donna, «carne della sua carne», sua eguale, del tutto prossima a lui, gli è donata da Dio come «aiuto». «Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (Gen 2,24). Che ciò significhi un’unità indefettibile delle loro due esistenze, il Signore stesso lo mostra, ricordando quale sia stato, «da principio», il disegno del Creatore: «Così che non sono più due, ma una carne sola» (Mt 19,6).

 

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