Le Opere di Misericordia

Le Opere di Misericordia “seppellire i Morti” 1Parte

Ancora vent’anni fa un precetto di questo tenore poteva sembrare inutile. Chi mai si sarebbe sognato di non seppellire i morti propri o di altri? Ricordo un particole. Quando da ragazzo leggevo i fumetti di Tex Willer mi colpiva un dettaglio: mentre gli indiani generalmente abbandonavano agli avvoltoi i cadaveri, Tex e i suoi pards seppellivano qualsiasi morto, amico o nemico che fosse. Per di più piantavano una croce di legno sul tumulo. Era la differenza tra civiltà e mondo primitivo, pre-civile.

oggi il precetto torna di urgente attualità vista la moda impietosa e dissennata di disperdere le ceneri dopo la cremazione. E si disperdono nei luoghi più impensati. E’ vero che la motivazione è per lo più economica. Lo si fa per risparmiare.

Ma sulla salma dei propri cari questo non è possibile. Non dovrebbe esserlo. tra l’altro spesso si disperdono le ceneri dopo la liturgia cristiana, compiendo atti del tutto contraddittori. Con le esequie in Chiesa la salma viene incensata per sottolineare che quella carne è benedetta , s’è nutrita di Cristo ed è destinata a essere trasfigurata nella resurrezione. Subito dopo , le sue ceneri disperse dicono, con ogni evidenza e al di là delle intenzioni, che nemmeno valeva la pena di conservarle, avere per esse un posto per pregare, per piangere … nulla. Si pensi quando questo accade per una mamma di due ragazzi il cui padre non sente ragione e decide per la dispersione. la crisi economica, se non governata dalla Chiesa, madre e maestra, ci conduce tutti nella pre-civiltà. Uso questa parola per essere gentile.

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Durante le pesti dei secoli scorsi accadde e fu documentato, di figli che abbandonarono solo i genitori contagiati è viceversa. Quando non intervenivano i frati cappuccini la fine era inesorabile e la più disumana. Non è da meno questa barbarica dispersione delle ceneri, che sia fatta in mare, in terra o nel giardino. Siamo di fronte alla regressione della civiltà, conformata dai figli tatuati, con occhi, orecchi e bocca auto infilzati. Un orrore, prima estetico che morale.

D.G.7V