L’Epifania tutte le feste… fa iniziare!

Giotto -

L’Epifania tutte le feste… fa iniziare!

L’#Epifania tutte le #feste porta via”. “La #Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte…”. Fin da #bambini siamo sempre stati allietati con queste amene filastrocche e detti popolari sull’Epifania. La solennità che oggi festeggiamo, è sempre stata ammantata di un tocco di beffarda ironia: vuoi perché si pone a chiusura del ciclo natalizio, con tutti i malumori che ne conseguono (dal rientro al lavoro alle geremiadi per i chili presi nelle due settimane precedenti…), vuoi per la pittoresca allegoria della Befana, secondo la tradizione, portatrice – sì – di doni ma non dello stesso prestigio di Babbo Natale, anzi, talora anche punitivi…

I liturgisti ci perdoneranno se ci permettiamo di rovesciare il popolare adagio, affermando: l’Epifania tutte le feste fa iniziare. Ebbene sì, questo momento dell’anno meriterebbe una considerazione maggiore rispetto a quella che il cristiano medio normalmente le attribuisce. Con l’Epifania, ben lungi dal concludersi, la festa di Gesù Cristo tra noi entra davvero nel vivo. Nell’arco di meno di due settimane, attorno al Bambino di Betlemme, vediamo in qualche modo un anticipo di quello che è poi avvenuto con Gesù adulto e, nel corso della storia, con il Vangelo e con la Chiesa: sono sempre gli umili ad accogliere e a riconoscere per primi il Messia, solo in seguito arrivano – e nemmeno tutti tra loro – anche i potenti, gli eruditi e gli intellettuali.

Prendiamo in considerazione la figura dei Re Magi: essi incarnano tanto le élite della loro epoca – erano scienziati e astronomi – quanto l’appartenenza ad una cultura straniera, non giudaica. Eppure si fidarono, lasciandosi guidare dalla cometa ed affrontando i pericoli di un lunghissimo viaggio e le insidie del re Erode. I Magi misero in discussione tutti i loro privilegi e tutte le loro certezze in nome di un Bambino nato in un luogo molto lontano, di cui non conoscevano né nome né identità, salvo che era il “Re dei Giudei”.