“L’essere mamma mi ha aiutata a dare le giuste priorità alla famiglia e al lavoro”

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“L’essere mamma mi ha aiutata a dare le giuste priorità alla famiglia e al lavoro”

Intervista alla conduttrice di “Siamo Noi” in onda su TV 2000, Gabriella Facondo, la quale in esclusiva ha condiviso la sua fede e le sue emozioni lavorative con noi di Cristiani Today, ma soprattutto anche il valore fondamentale della famiglia.

 

Qual è l’emozione più bella che hai provato in tutti questi anni, alla conduzione di “Siamo Noi”?

E’ difficile scegliere una sola emozione perché, grazie alla trasmissione ho conosciuto persone incredibili e storie diverse per il tema trattato.

Però se dovessi scegliere una storia, c’è la testimonianza di un ragazzo con il quale è nata un’amicizia anche con la sua famiglia, si chiama Francesco Messori che è stato sostenuto anche dal centro italiano sportivo, ed è un bellissimo ragazzo nato senza una gamba.

Francesco ha un grandissimo talento, gioca a calcio con la nazionale italiana amputati, che fra l’altro è stata ricevuta anche da Papa Francesco.

La storia di questo ragazzo mi ha profondamente colpita perché dietro a lui c’è una famiglia notevole, come la mamma che non ha mai dubitato del figlio.

Dalla famiglia di Francesco traspare tanta gioia, serenità e allegria. Ho presentato Francesco anche ai miei figli e credo abbia contagiato anche loro.

 

Spesso a “Siamo noi” si è parlato anche di fede. Qual è il tuo rapporto con la fede e la preghiera?

Credo e prego, sono nata in una famiglia cattolica ma la mia è una fede che s’interroga e si confronta molto con i dubbi e con riflessioni continue. Cerco delle risposte continuamente.

 

Sei sposata ed hai due figli. E’ difficile essere conduttrice, moglie e mamma allo stesso tempo?

Abbastanza difficile, vorrei dire di no ma sono costretta a dire di si.

Devo dire che ad esempio a Tv2000 ho avuto la possibilità di portare i miei bambini in studio qualche volta e provenendo dalla Rai, ad esempio lì, c’erano bisogno delle autorizzazioni per passare i tornelli. Però aldilà di questo la nostra struttura italiana deve cambiare.

In che modo cerchi di dare il giusto spazio sia al lavoro che alla famiglia?

Intanto la mia famiglia è coinvolta tantissimo nel mio lavoro. Per esempio, le storie che mi colpiscono, i personaggi che incontro, le vicende che raccontiamo in trasmissione e che ritengo significative, cerco di condividerle con loro; a volte sono coinvolti anche troppo, nel senso che dovrei cercare di spegnere tutto e parlare meno di Siamo noi.

Loro stessi mi fanno delle domande, però quello che ho imparato magari quel giorno da quella storia o da quell’ospite, cerco di trasmetterlo ed insegnarlo a loro.

C’è stato un periodo a TV 2000, in cui avevo ideato un programma dove i protagonisti erano proprio i bambini di 10 anni, ed i miei bambini con i loro amici li ho coinvolti tantissimo.

Però dopo tanti anni ho imparato che nel momento in cui varco la porta di casa, il lavoro finisce lì, soprattutto nel week end che è sacro per la mia famiglia.

L’essere mamma mi ha aiutata a dare le giuste priorità. Il mio lavoro lo amo tantissimo da sempre ma non sta al primo posto ma al terzo. Prima di tutto vi è la famiglia.