“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose”

Illustrazione di Cristian Nencioni

Martedì della XXVII settimana del T. O.

06 ottobre ’20, San Bruno fondatore della Certosia

Lc 10, 38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

COMMENTO

“Marta, Marta!” Il dolce rimprovero del Signore alla sua discepola è una lezione di vita per tutti i cristiani: prima la contemplazione e dopo l’azione!

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Marta era una donna forte, generosa, disposta a lavorare senza posa. Gesù di certo apprezzava tutte queste qualità ma voleva spingere la diletta discepola a un ulteriore passo sul cammino della perfezione.

San Tommaso d’Aquino nella sua Somma Teologica sintetizza la questione sul delicato equilibrio tra spiritualità e attivismo, spiegando che le opere di carità più perfette sono quelle che scaturiscono, come da una pura ed abbondante sorgente, dalla contemplazione delle cose divine. Ciò vuol dire che prima di lanciarsi nell’azione c’è bisogno di raccogliersi in preghiera e meditazione per agire con l’impostazione giusta e in maniera perfetta.

“Marta invece era distolta per i molti servizi”, ossia, era inquieta e irritabile, come denuncia il suo amaro lamento contro l’apparente indolenza della sorella, assorta ai piedi di Gesù. La risposta del Signore è la parola della Saggezza che tutto ordina e riporta alla tranquillità: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Ecco, in sintesi perfetta, la dimostrazione di quanto sia necessaria e superiore la contemplazione sull’azione.

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Il Maestro divino sottolinea che “di una cosa sola c’è bisogno”. La contemplazione, la preghiera, la meditazione è essenziale, al punto da potersi ridurre all’unica cosa indispensabile. Per questo motivo esistono nella Chiesa ordini esclusivamente contemplativi come, appunto, quello fondato da San Bruno, ma non possono esistere ordini esclusivamente attivi, perché del raccoglimento tutti hanno bisogno. E per chi sceglie la contemplazione ecco il premio: “hanno scelto la parte migliore, ed essa non gli sarà tolta!”

Oggi dilaga l’eresia dell’attivismo: tutto si vuole ridurre ad opere esterne di filantropia. Niente di meno cristiano! È l’esatto opposto di quello che oggi ci consiglia Gesù!

Infatti, nella nostra vita dobbiamo dare spazio e precedenza ai momenti di preghiera, di lettura spirituale, di meditazione. Altrimenti, il nostro operare sarà sprovvisto di purezza d’intenzione e ci porterà al dimenamento, rivelandosi sterile e infruttuoso dal punto di vista soprannaturale.

La Vergine Maria, Vaso spirituale e degno di onore, per intercessione di San Bruno, ci faccia ritrovare l’unica cosa necessaria e la parte migliore, per poter servire Gesù con vera perfezione e amore ardente.