Home Testimonianze di Fede Lina Sastri “Più volte nella mia vita, sono stata la Madonna”

Lina Sastri “Più volte nella mia vita, sono stata la Madonna”

Intervista alla grande attrice, autrice e cantante Lina Sastri, vincitrice di ben 5 David di Donatello come migliore attrice protagonista.

Ha un ricco curriculum di filmografia cinematografica, televisiva e teatrale. Recentemente l’abbiamo vista nella fiction “L’Onore e il Rispetto” e prossimamente la vedremo ne “Il bello delle donne … alcuni anni dopo”.

In quest’intervista esclusiva Lina, di origini campane, ci racconta la sua fede e i suoi ruoli in alcuni film di genere religioso.

Si ricorda i suoi primi passi nel mondo della recitazione?

Ho debuttato tanti anni fa nel teatro di ricerca perché non ho fatto una scuola di drammaturgia e sono andata via di casa per fare l’attrice, seguendo la mia vocazione (essere artista è una specie di vocazione religiosa) necessita di dedizione assoluta.

Poi piano piano, ho incontrato Eduardo De Filippo ed altri maestri, così mi sono fatta strada nel teatro.

Dopo il teatro è arrivato anche il cinema e la musica ma il teatro rimane sempre la mia casa e la mia patria artistica.

Tra i vari film a cui ha preso parte ce ne sono alcuni di genere religioso. Nel film Don Bosco ha interpretato la parte di Mamma Margherita. Cosa le piaceva di questo personaggio?

Interpretavo una donna anziana cioè la mamma di Don Bosco (interpretato da Flavio Insinna) per cui mi hanno truccata e vestita da donna anziana.  Di questo personaggio mi piaceva l’istinto materno, la sua concretezza ed il suo stare vicino al figlio con riservatezza, pudore e con il sorriso.

Mamma Margherita stava accanto a Don Bosco, comprendendolo ed accogliendolo come fa una madre col proprio figlio.

A proposito di mamme, varie volte ho avuto l’onore di interpretare la Madonna, l’ho interpretata nella “Buona Novella” di De Andrè, l’ho interpretata nel film San Pietro, in una scena di Maria sotto la Croce.

Ultimamente l’ho interpretata in uno spettacolo che riguardava la Passione di Cristo, per cui sono stata la Madonna in vari momenti della mia vita.

Presumo che non sia stato facile calarsi nelle vesti della Madonna e trasmettere al pubblico le tante virtù di Maria. Come si è preparata a questo ruolo?

Sinceramente non lo so perché le virtù che ha Maria non posso conoscerle, credo che siano aldilà di ogni nostra conoscenza in quanto, non per caso, è stata scelta come Madre di Dio.

Ho cercato di prepararmi al ruolo secondo le disposizioni delle scene e come ho fatto ultimamente interpretando la madre di Padre Pio, ho anche fatto per il ruolo della Madonna; ho cercato di avere quel sorriso che aveva mia madre.

La forza e la dignità di una donna che conosce il sacrificio insieme all’umiltà, alla semplicità e alla grazia del sorriso.

Nel film “Rita da Cascia” ha interpretato la Madre Badessa del Convento. Ma lei nella sua vita reale, che rapporto ha con i Santi, la Madonna e Dio?

Sono una persona che crede in Dio e credo che la fede non va spiegata perché è un dono e come tale tutti dovrebbero sperare di averla.

La fede è una forza per la nostra vita, il credere che la vita non sia soltanto questa terrena, breve e dolorosa per certi versi, ma che sia un passaggio di semina per quella eterna.

Il mio rapporto con Dio è diretto attraverso la mia preghiera a Dio e alla Madonna.

Cosa le piace del nostro Papa Francesco?

Ho conosciuto Papa Francesco ma ho avuto l’onore di conoscere anche Papa Woytila, qualche mese prima che morisse in occasione del Festival dei giovani a San Pietro in cui lessi una lettera di Madre Teresa di Calcutta, ed in quell’occasione mi diede la sua benedizione e mi regalò un croce. Mi commuoveva vedere Papa Woytila.

Papa Francesco l’ho conosciuto in occasione della lettura della Via Crucis, un evento che viene trasmesso in tutto il mondo, fra l’altro era appena stato eletto Papa ed era la sua prima uscita pubblica.

E’ stata una grande emozione e di Papa Francesco mi piace tanto il suo apostolato, ed il suo essere padre della Chiesa che cerca di capire ciò che serve in questo momento difficile per l’umanità e per il mondo.

Lui dà un messaggio di carità e di fede che va aldilà delle regole. La sua missione di Padre della Chiesa credo che sia veramente compiuta.

Che consiglio vuole dare ai giovani che sognano la carriera di attore?

Per fare l’attore bisogna avere la vocazione come per fare il prete. Non si può essere artisti senza avere la vocazione.

Certamente si può anche imparare, si deve studiare e fare pratica ma bisognerebbe fare una sorta di “apprendi stato” ma ormai ci sono i talent e si arriva a fare successo subito. Bisogna confidare in se stessi, e fare tesoro degli incontri che si fanno con i grandi maestri che orami non ci sono più.

Servizio di Rita Sberna