Medjugorje: dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia

Medjugorje: dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia

Lo scorso 22 luglio, durante la messa che apriva ufficialmente il suo attuale incarico, Hoser ha ricordato che il Santo Padre manda i suoi pastori ovunque “esiste e vive la gente” e “dove i fedeli si radunano cercando la luce di salvezza”. Nella stessa omelia, il presule polacco ha ricordato che a Medjugorje giungono pellegrini “da lontano, da circa 80 Paesi del mondo”, ma anche molti “lontani” nel senso spirituale del termine, quindi coloro che, in precedenza, si erano “allontanati da Dio, da Cristo, dalla loro Chiesa e dalla luce che dà senso alla vita”. Quello che si pratica a Medjugorje è un culto senz’altro mariano ma, in quanto tale, “davvero cristocentrico”, ha puntualizzato Hoser, lasciando così intendere la crescente apertura del Papa e delle gerarchie vaticane verso Medjugorje. Una linea che stride fortemente con il pensiero e le affermazioni del vescovo di Mostar-Duvno, monsignor Ratko Peric, che insiste: “La Madonna non è mai apparsa a Medjugorje”. Un muro-contro-muro al quale, secondo molte indiscrezioni, il Vaticano potrebbe rispondere “con le maniere forti”, separando Medjugorje dalla diocesi o, in alternativa, usare il guanto di velluto, attendendo le previste dimissioni tra pochi mesi per limiti d’età da parte di Peric, e la sua sostituzione con un vescovo favorevole o possibilista sulle apparizioni.

Un’ultima considerazione va riservata alla denuncia espressa lo scorso 4 luglio dallo stesso monsignor Hoser riguardo alle “mafie” che stanno penetrando Medjugorje, speculando in modo criminale sulla devozione popolare. Secondo indiscrezioni del Mattino di Napoli, il riferimento dell’arcivescovo polacco è a tre alberghi, che accolgono prevalentemente pellegrini dalla Campania, sulla cui gestione vi sarebbe l’ombra della camorra. Secondo il presule, tutto ciò è il segno di “azioni demoniache che stanno cercando di fare tutto per rovinare quel luogo” caratterizzato da “massicce conversioni, enormi folle che si confessano, dove i confessori non sono mai a sufficienza”. Se è vero, come afferma San Paolo, che “dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia” (Rm 5,20), è altrettanto vero che dove abbondano miracoli e conversioni, Satana si getta sempre a capofitto. Fermi restando, quindi, il pieno rispetto per qualunque decisione della Chiesa e l’assoluta libertà da parte di ogni cristiano di credere o meno alle apparizioni mariane, anche i risvolti più sinistri intorno al fenomeno Medjugorje dovrebbero indurre a pensare che la santità che si respira nella località balcanica sia qualcosa di reale o, come minimo, rispettabile.

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